Dopo la proposta del piano di riduzione dei costi proposto dalla società Isola Verde Erboristerie, i vertici dell’azienda hanno incontrato la Uiltucs e le altre organizzazioni sindacali di categoria. Lo scopo? Proseguire il confronto sulle problematiche e tentare di risolvere le questioni in sospeso. Dopo aver confermato la chiusuradi alcuni punti vendita, circa 20, la società ha informato che verranno ceduti tramite affitti di rami di azienda e un pacchetto di deroghe al contratto nazionale (quattordicesima mensilità, maggiorazioni supplementari e straordinario, clausole elastiche e flessibili, maggiorazioni lavoro domenicale e festivo, maturazione rol, scatti di anzianità, qualifiche di livello). u.-18-LIsola-Verde-Erboristerie
I sindacati, come informa anche la Uiltucs nazionale, “hanno ribadito la difficoltà di affrontare un piano così articolato, anche in rapporto alla panoramica contrattuale, riportando l’orientamento emerso dalla consultazione dei lavoratori e delle lavoratrici che, pur esprimendo preoccupazione per la situazione, ritengono troppo onerose le richieste aziendali a fronte della debolezza degli impegni in ordine alla tenuta occupazionale e sul piano industriale”. Se ci siano margini per maggiori impegni da parte dell’azienda rispetto al mantenimento del livello occupazionale del perimetro attuale di Isola Verde Erboristerie, è tutto da vedere. Intanto i sindacati hanno chiesto la sottoscrizione di un impegno forte per ricollocare gli esuberi di negozi in chiusura e per il mantenimento dei posti di lavoro per tutta la durata dell’accordo. “Inoltre – fanno sapere dalla Uiltucs nazionale – è stato chiesto all’azienda di ridurre le richieste di deroghe, effettuando anche un approfondimento rispetto a quali fossero le disponibilità aziendali in questo senso. La società ha espresso una disponibilità a prendere maggiori impegni sugli esuberi dei punti vendita in chiusura, pur riaffermando che sarà necessaria la mobilità per parte del personale” così come le chiusure che, ha aggiunto l’azienda, “non potranno sempre prevedere meccanismi di ricollocazione”. Mentre la disponibilità dell’azienda a ridurre le richieste sulle deroghe è limitata ad alcune voci, sulla quattordicesima è stato chiesto ai sindacati se possano essere rateizzati a fronte di una diminuzione della deroga sulla quattordicesima da 24 mesi a 18. “Le organizzazioni sindacali – si legge in una nota – hanno ribadito che rimane centrale il tema della fiducia nei confronti dell’azienda e delle scelte del management: dopo il percorso di stabilizzazione, sono mancate le occasioni di confronto necessarie e non si è vista una capacità di affrontare i problemi sia sull’organizzazione del lavoro che sulle carenze gestionali. L’uniformità dell’applicazione del Ccnl, l’avverarsi degli impegni sulla ricapitalizzazione, oltre che la condotta dell’azienda sulle cessione di ramo annunciate, rappresenteranno per i sindacati un banco di prova per testare una rinnovata affidabilità”.