Crisi alla Giorgio Giorgi Srl, nessuna risposta dall’azienda

I sindacati denunciano l’assenza di risposte e chiedono un incontro urgente per tutelare i lavoratori

La storica azienda fiorentina Giorgio Giorgi Srl è sull’orlo del baratro e, nonostante le ripetute richieste, la direzione aziendale si nega al confronto con le organizzazioni sindacali. A lanciare l’allarme sono Umberto Marchi della Filcams Cgil di Firenze e Annamaria Torracchi della UILtuCS Toscana, che esprimono profonda preoccupazione per il futuro dei dipendenti rimasti, circa 15, lasciati in un limbo di incertezza.

“Siamo molto probabilmente giunti all’epilogo per la Giorgio Giorgi – dichiarano Marchi e Torracchi -. Dai comportamenti dell’azienda, pensiamo si stia preparando a tirare giù la serranda. È ormai da tempo che questa realtà non funziona più”.

La crisi non è recente. Già nel 2023, l’azienda aveva avviato una procedura di mobilità per licenziare diversi lavoratori. “Grazie a trattative serrate, – spiegano i sindacalisti – nell’aprile del 2024 abbiamo raggiunto un accordo che ha gestito le uscite e ha visto la cessione di alcuni contratti di lavoro, secondo l’articolo 1406 del Codice Civile, alla società Giorgio Libri, appartenente alla medesima proprietà. Tuttavia, era chiaro che si trattava solo di rimandare l’epilogo finale”.

Negli ultimi mesi, la situazione è precipitata. I lavoratori rimasti hanno segnalato una drastica diminuzione del lavoro, con l’azienda che ricorre a ferie forzate per mascherare l’inattività. “I dipendenti sono preoccupati, non si vede più lavoro e non sanno cosa ne sarà di loro,” continuano i rappresentanti sindacali.

Di fronte a questo scenario, Filcams Cgil e UILTuCS Toscana hanno formalmente richiesto un incontro con la direzione aziendale. “Dopo averci chiesto di posticipare l’incontro a luglio, sono semplicemente spariti. Nonostante le nostre sollecitazioni per fissare una data nella prima settimana del mese, non abbiamo ricevuto alcuna risposta,” affermano Marchi e Torracchi. “Non sappiamo quali siano le loro intenzioni, se una liquidazione volontaria o un fallimento. L’unica certezza è che l’attività produttiva è praticamente ferma”.

I sindacati ritengono inaccettabile questo comportamento. “Ci sono uomini e donne che con questo lavoro mantengono le loro famiglie e meritano risposte. È inammissibile che persone che hanno dedicato anni di duro lavoro alla Giorgio Giorgi non sappiano quale sarà il loro destino. Evitare il confronto con le parti sociali significa evitare il confronto con i propri dipendenti”.

“Abbiamo bisogno di risposte, di chiarezza e, soprattutto, di rispetto per i lavoratori – concludono Marchi e Torracchi -. Il personale ha il diritto di sapere cosa sta accadendo. Esigiamo un incontro immediato con la direzione aziendale per fare luce sulla situazione e tutelare i posti di lavoro rimasti”.

Firenze, 8 luglio 2025

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