Stato di agitazione per i lavoratori e le lavoratrici dei punti vendita del commercio di tutta la Toscana. Lo dichiarano Filcams, Fisascat e Uiltucs Toscana.

La dichiarazione deriva dal fatto, scrivono in una nota, “che molte aziende del settore non hanno preso in considerazione le richieste che le scriventi hanno inviato, sia a livello nazionale che regionale, dove si chiedeva, in questa fase, di ridurre le fasce orarie di apertura al pubblico e di prevedere la chiusura di tutti i punti vendita nelle giornate domenicali collocate nella vigenza dei decreti legislativi emanati dalla Presidenza del Consiglio in merito alla difficile situazione sanitaria”.

Tali richieste, più volte reiterate, hanno visto in questa fase alcune aziende raccogliere le sollecitazioni, anticipando l’orario di chiusura serale e chiudendo la domenica ed altre decidere, ad oggi di non prevedere alcuna riduzione e neppure alcuna chiusura domenicale.
Si sta quindi determinando un quadro di non omogeneità e confusione del settore che, oltre a creare uno svantaggio per le aziende più virtuose, potrebbe sfociare in un sovraffollamento nei punti vendita che rimarranno aperti, con evidenti e gravi problemi di contagio.

“Le nostre richieste – continua la nota – sono finalizzate a porre, sia i lavoratori che le lavoratrici del settore, in una
condizione di estrema sicurezza, anche da un punto di vista psicologico” .

“Il servizio fornito dai nostri assistiti può essere garantito rimanendo aperti dal lunedì al sabato con una fascia oraria giornaliera che inizia alle ore 8
sino alle ore 19 massimo”.

Per questi motivi, ritenendo irresponsabile il comportamento di quelle aziende che continuano a privilegiare il profitto al senso di responsabilità collettiva di cui il Paese ha bisogno, Filcams, Fisascat e Uiltucs Toscana dichiarano a partire dalla presente lo stato di agitazione
ponendo a disposizione delle nostre strutture territoriali, un pacchetto di 16 ore di sciopero, che saranno utilizzate unitariamente a discrezione delle stesse.