Caprese Michelangelo, situazione critica al Centro Diurno Terzilio Rossi

Denuncia della UILTuCS Toscana di Arezzo: “Le lavoratrici subiscono continui ritardi nel pagamento degli stipendi e si trovano di fronte a una sistematica assenza di risposte da parte delle cooperative Opue e Essequadro”

Da oltre un anno le lavoratrici del Centro Diurno “Terzilio Rossi” subiscono continui ritardi nel pagamento degli stipendi e si trovano di fronte a una sistematica assenza di risposte da parte delle cooperative OPUS ed ESSEQUADRO, attuali gestori del servizio. Nonostante i ripetuti solleciti e l’impegno del sindaco di Caprese Michelangelo e dell’Unione dei Comuni – che in più occasioni hanno anticipato le somme necessarie al pagamento degli stipendi, pur sempre erogati con ritardo – la situazione non ha conosciuto alcun miglioramento.

Negli ultimi mesi le criticità sono ulteriormente aumentate, aggravando un contesto già insostenibile e imponendo alle lavoratrici sforzi non più tollerabili. Le cooperative non rispondono alle chiamate del personale e permangono difficoltà organizzative che incidono sul regolare svolgimento delle attività quotidiane e sulla qualità del servizio offerto agli utenti del centro.

La misura è colma: le lavoratrici e i lavoratori non possono più proseguire in queste condizioni.

Per queste ragioni sarà aperto lo stato di agitazione, con astensione dal lavoro supplementare e straordinario.

«Stiamo valutando anche altre azioni. Siamo consapevoli dei disagi che questa decisione potrà comportare, – dichiara Luigi Marciano, responsabile Uiltucs Toscana per l’area di Arezzo – ma non è più possibile garantire il servizio senza le condizioni essenziali per tutelare sicurezza, dignità professionale e qualità dell’assistenza.»

«Sollecitiamo ancora una volta le amministrazioni locali a intervenire con urgenza. – Conclude Marciano – Servono soluzioni definitive, sia per garantire un servizio dignitoso alla comunità, sia per tutelare le lavoratrici e i lavoratori, che non possono più accettare condizioni di lavoro tanto precarie quanto inaccettabili».

Firenze, 27 novembre 2025

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