E’ un confronto aperto, ma ancora ci sono parti del tutto indigeribili. Come la questione dei livelli di inquadramento che l’azienda non ha voluto affrontare. A differenza di altri punti sui quali Eataly si è mostrata più aperta.
E’ stato incentrao sulla definizione del primo contratto integrativo aziendale, l’ultimo confronto dei sindacati, Uiltucs in testa, con l’azienda. Azienda che ha presentato in apertura il quadro complessivo dell’occupazione al 31 agosto 2015. Eataly occupa 1891 addetti pari a 1500 full time equivalents, di cui 1391 assunti direttamente mentre 110 con altre tipologie contrattuali (somministrazione e tirocini). “I contratti a tempo indeterminato – stando a quanto ha riferito – rappresentano la maggioranza (1060), i tempi determinati sono 277 (di cui 112 apprendisti), 54 infine le somministrazioni e i tirocini, questi ultimi concentrati soprattutto a Expo2015. Gli uomini sono 851; le donne 685”.
Molti anche gli altri punti affrontati, per una serie di temi che da mesi costituiscono l’oggetto del negoziato e che dovrebbero costituire i capitoli del nuovo contratto integrativo. Rispetto ai precedenti incontri Eataly ha ribadito le proprie disponibilità su salute e sicurezza, appalti, carenza malattia e infortunio, sistema delle relazioni e diritti sindacali; sull’orario di lavoro ha accolto la richiesta siindacale di programmazione quadrisettimanale. Ma su un punto importante per i sindacati come i livelli di inquadramento si è registrato invece una chiusura pressoché totale. Su tutela della maternità e diritto allo studio l’azienda ha rigettato tutte le richieste di parte sindacale che potessero comportare aggravi di costi. Si è discusso anche di salario e di nuovi approfondimenti che saranno al centro del prossimo incontro, già in calendario.