Inclusione scolastica a Carrara: la UILTuCS Toscana chiede un confronto serio
“Evitare contrapposizioni tra professionalità diverse. Al centro devono restare studenti, qualità del servizio e dignità del lavoro”
Negli ultimi giorni, nel territorio di Carrara, sono emerse prese di posizione pubbliche che hanno sollevato dubbi e polemiche rispetto al ruolo e all’organizzazione del servizio di educazione scolastica gestito da Nausicaa, l’azienda multiservizi del Comune che opera nelle scuole con educatori, mensa e trasporto scolastico.
UILTuCS Toscana, organizzazione sindacale che tutela le educatrici e gli educatori impiegati nel servizio, interviene per chiarire la propria posizione e riportare il confronto su un piano concreto e responsabile.
«In questi giorni il dibattito si è concentrato su presunte criticità legate agli orari e alle funzioni degli educatori – dichiara Luca Andrenucci, responsabile UILTuCS Toscana per l’Area di Massa Carrara –. Riteniamo necessario evitare letture parziali che rischiano di generare una contrapposizione artificiale tra figure professionali diverse ma complementari».
UILTuCS Toscana ricorda che l’intervento dell’educatore non è un supporto generico, ma si basa su progetti educativi individualizzati formalizzati nel PEI e costruiti in équipe con la scuola. Il loro lavoro non si limita alla presenza in aula, ma riguarda lo sviluppo dell’autonomia, delle competenze relazionali e del benessere complessivo dell’alunno, in particolare nei casi di maggiore fragilità.
Gli educatori professionali operano anche sul territorio e nei servizi collegati, portando nella scuola competenze maturate nel lavoro sul disagio minorile e favorendo la continuità tra scuola, famiglia e servizi sociali.
«Il servizio funziona quando tutte le professionalità coinvolte collaborano nel rispetto dei ruoli – prosegue Andrenucci –. Ridurre il tema dell’inclusione a una questione di orari significa semplificare eccessivamente un sistema complesso che deve invece essere governato con equilibrio e responsabilità».
Il sindacato evidenzia inoltre che gli educatori operano in condizioni di forte precarietà: contratti a termine reiterati, part-time involontari, sospensione del rapporto nei mesi estivi, retribuzioni basse e carichi organizzativi spesso frammentati, con spostamenti tra plessi diversi a proprie spese.
«Non si può chiedere qualità e continuità educativa senza garantire stabilità contrattuale e riconoscimento professionale – sottolinea Andrenucci –. Se vogliamo davvero tutelare gli studenti, dobbiamo creare condizioni di lavoro che permettano agli educatori di operare con serenità e continuità».
Per UILTuCS Toscana l’inclusione scolastica non può diventare terreno di scontro tra comparti diversi, ma deve essere affrontata con un confronto serio tra tutti i soggetti coinvolti.
Per questo il sindacato chiede l’apertura di un tavolo permanente che coinvolga il Comune di Carrara, Nausicaa e le dirigenze scolastiche, con l’obiettivo di definire in modo chiaro organizzazione, responsabilità, orari e prospettive di stabilizzazione del personale.
«L’inclusione è una responsabilità collettiva – conclude Andrenucci –. Difenderla significa evitare polemiche pubbliche e lavorare invece su soluzioni strutturali, nell’interesse esclusivo degli studenti e nel rispetto delle professionalità che ogni giorno operano nelle scuole».
Carrara, 2 marzo 2026


