Al tavolo con Ikea la Uiltucs c’è e ci resta. Ma c’è per negoziare, non per subire passivamente.

E’ per questo che riportiamo un comunicato congiunto che si è reso necessario dopo l’incontro a Firenze del 16 ottobre scorso. Incontro che, nell’ultimo resocondo Ikea difffuso ai media, non risulta aderente alla realtà. Perché, come scrivono le tre sigle, Uiltucs in testa, si sta “cercando di sollevare un polverone di accuse, soprattutto contro il Sindacato.  La nota è per ribadire  !ancora una volta, ribadire quali siano i ruoli in una trattativa. Il Sindacato non è una entità astratta che agisce in base all’umore del momento, ma una organizzazione democratica di rappresentanza che cerca di tutelare i lavoratori mediante l’esercizio di un mandato che i lavoratori stessi gli hanno affidato (tramite le assemblee, un diritto previsto dalla legge per TUTTI i lavoratori, che siano essi iscritti o meno a un sindacato)”. ikea-negozio-pano-2

“Ci pare invece  – si legge ancora nel testo – che si tenti di addossare a una fantomatica entità astratta (appunto, Il Sindacato) la responsabilità di un negoziato che non esaudisce all’istante tutti i desideri dell’azienda. Si è scritto che non abbiamo la Volontà di giungere ad un accordo. È falso. Al contrario, ripetiamo che a Firenze non è stato ribadito il NO alla trattativa, tutt’altro. Le assemblee tenutesi nei giorni precedenti avevano anzi concesso il mandato a proseguire, pur evidenziando aspetti ancora critici, da migliorare, per giungere a una ipotesi CONDIVISA di CIA. L’azienda invece desiderava un SI netto, a scatola chiusa: non potendolo ottenere, non ha nascosto una certa impazienza e ha messo in discussione, come sempre, il ruolo di chi ha il compito di rappresentare le istanze dei lavoratori. Non soddisfatta, ha aggiunto ulteriori pretese, che certo non agevolano il raggiungimento di un accordo”. “Noi crediamo che la costruzione del consenso sia un processo democratico e molto impegnativo, che necessita di tempo e di soprattutto di rispetto per chi vi è coinvolto. Per questo rispediamo al mittente le insinuazioni su una nostra presunta indisponibilità a trattare e sottolineiamo, ancora una volta, che le responsabilità stanno in capo all’azienda, che UNILATERALMENTE ha deciso di disdettare il Cia e vorrebbe che questo atto non avesse le conseguenze che invece ha avuto. Improvvisamente, durante l’ultimo incontro a Firenze, ci è stato posto un ULTIMATUM sui tempi, minacciando l’applicazione piena della disdetta se non si raggiungerà un accordo entro il 30 ottobre”.  “Eppure – aggiungono i sindacati – durante gli incontri precedenti, erano state fissate anche alcune date in novembre. È cambiato qualcosa? In ogni caso, le organizzazioni sindacali e la delegazione saranno al tavolo di trattativa, pronti a negoziare fino alla fine, consapevoli del senso di responsabilità dimostrato fino ad oggi, essendo stati in grado di portare al tavolo proposte di mediazione raggiunte con sofferenza e costruite insieme a tutti i lavoratori. Saremo al tavolo fino alla fine, per negoziare ma non per subire”.