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Il sindacato dei Cittadini cresce: nuova sede per una nuova sfida dal 17 gennaio Maggiori tutele, opportunità e servizi di assitenza: taglio del nastro in via Cattaneo

E’ nuovissima, centrale ed efficiente, la nuova sede di Pisa è la terza inaugurata in pochi mesi dalla UILTuCS Toscana, la categoria della UIL che tutela le lavoratrici ed i lavoratori del Turismo, Commercio, Cooperazione e servizi. L’inaugurazione è fissata per il prossimo 17 gennaio in via Carlo Cattaneo 42 a Pisa, e dal 18 gennaio porte aperte per tutte le lavoratrici ed i lavoratori del territorio. Una nuova sede che si aggiunge alle numerose altre già presenti in tutta la regione e che nasce anche per fornire uno spazio di aggregazione e di libera condivisione per tutti i lavoratori di Pisa. La UILTuCS Toscana nel territorio di Pisa, si rivolge a un bacino di oltre 40mila lavoratori di cui circa 27mila addetti al Terziario, più di 8 mila nel Turismo e oltre 5 mila nel settore pulizie. Si tratta di lavoratori per un 30% part time e, in molti casi, a tempo determinato. La UILTuCS ne rappresenta già moltissimi ma con la sua nuova responsabile dell’Area, Irene Cesari, giovane madre lavoratrice, coadiuvata da un gruppo affidato alla sua responsabilità, conta di costruire nuove sinergie. La sede è pronta per essere inaugurata mercoledì 17 mattina dalle 11,30 quando ci sarà il brindisi al quale sono stati invitati anche sindaci dei territori, assessori e autorità cittadine.

Presente, per l’occasione, anche il segretario generale della UILTuCS Toscana, Marco Conficconi, che illustrerà i servizi, molti e utilissimi, che verranno introdotti: si parte da un innovativo Sportello Badanti, dedicato alle numerose colf e badanti presenti sul territorio, ma anche alle famiglie che le accolgono; per proseguire con altri servizi esclusivi ed utili, tesi a fornire un’assistenza totale, sia ai   lavoratori che a tutto il gruppo familiare dello stesso. Gli iscritti della UILTuCS Toscana per l’occasione, potranno richiedere la tessera ADOC 2018, che gli verrà fornita gratuitamente e gli consentirà di usufruire per l’intero anno dell’assistenza alle procedure di conciliazione e arbitrato in tutti i settori (telecomunicazioni, energetico, idrico, bancario, finanziario, trasporti); inoltre,  sarà inserito, tra i primi tentativi in Toscana, uno sportello Bilateralità: un’occasione per avere consulenza e assistenza sui fondi integrativi e pensionistici e su tutta la formazione che viene sviluppata con gli enti regionali e nazionali; in ultimo il servizio per la gestione specifica della vertenzialità teso a tutelare maggiormente i lavoratori di supermercati, dei settori mense, pulizie, di bar e hotel, di strutture ricettive in genere, di vigilanza e portierato e dei negozi di ogni tipologia.

Appello nella denuncia: “Si verifichi anche la conservazione degli alimenti
Esposto in Procura nei confronti di Gimar, azienda che gestisce alcuni servizi nei supermercati a marchio Dico Tuodì. E li gestirebbe, a dire della Uiltucs Toscana, con molte ombre.
Nella denuncia presentata dalla categoria Uil che si occupa anche di Terziario e Cooperazione, e sottoscritta anche dalla responsabile di Area di Pistoia, Angela Bigheretti, non sono pochi i dubbi che “si chiede di chiarire e sui quali – come spiega la stessa Bigheretti – intendiamo fare chiarezza nel rispetto, soprattutto, della tante lavoratrici e lavoratori che hanno perso il posto”.
Infatti i licenziamenti di Gimar, oltre 70, nei supermercati a marchio Dico Tuodì, hanno sollevato più di una perplessità. Soprattutto, come si legge dall’esposto, dopo il rogito col quale Gimar srl ha fatto un conferimento in favore di Gsc 3 Srl della quale Amministratore Unico risulta essere ancora il signor Giacomo Ferro di Gimar. Il conferimento “consistente nel ramo d’azienda di proprietà di Gimar e relativo al punto vendita di Agliana (…) e a tale conferimento in favore di Gsc 3 srl è stato attribuito unicamente il valore di € 10.000 sebbene con lo stesso atto la Gsc 3 srl unipersonale con capitale sociale di € 1,00 acquisiva la piena proprietà dell’intero ramo d’azienda”. “Davvero particolare – commentano con sarcasmo dalla Uiltucs Toscana – che una società del valore di 1 euro acquisisca un bene del genere”. “Ebbene – si legge nell’esposto – l’operazione sopra descritta potrebbe essere stata posta in essere unicamente ai fini di sottrarre la cessionaria Gimar ai propri obblighi nei confronti degli innumerevoli creditori, molti dei quali si sono già rivolti alle competenti autorità al fine di far valere legittimamente i propri diritti”.
Ma c’è di più. Infatti lo stato di crisi della Gimar è comprovato “da ulteriori elementi oggettivi tra i quali il fatto che la stessa risulta morosa da diversi mesi nei confronti del proprietario del fondo in cui viene esercitata l’attività in Agliana, ed infine dall’esposizione debitoria verso i fornitori”. Infine una questione non da poco: l’igiene e la sicurezza alimentare. “Oltre alle sovra esposte manovre finanziarie – si specifica nell’esposto – preme illustrare inoltre le condizioni in cui si trovano i lavoratori all’interno della ditta e gli innumerevoli rischi cui la Gimar Srl espone sia i cittadini che la clientela stessa. Difatti i frigoriferi e le celle in cui si trovano i generi alimentari non raggiungono le giuste temperature di conservazione, ed alcuni dipendenti addetti alle vendite risultano sprovvisti dei requisiti minimi in termini di sicurezza sul lavoro e delle necessarie certificazioni per la somministrazione di cibi e bevande Haccp. Infine -conclude la denuncia- lo smaltimento dei rifiuti di categoria 3 (di derivazione animale) non avviene nel rispetto della normativa vigente”.

Dopo i licenziamenti la protesta. Uiltucs Toscana: “E ancora mancano gli stipendi
Nuova ondata di scioperi per i lavoratori Gimar, al punto vendita di Agliana, in provincia di Pistoia. E nuovo presidio, dopo quello dello scorso sabato a Pontedera, che poterà lavoratori e lavoratrici con la Uiltucs Toscana a scendere in piazza dalle 9 alle 12 di questo sabato 21 ottobre davanti al negozio di Agliana.
Il concentramento, per chiedere a gran voce gli stipendi che ancora mancano, è fissato alle 9 in via Salcetana 77, dove si sono dati appuntamento anche i lavoratori di Pontedera. La mobilitazione arriva “per ribadire – come spiega la responsabile Area Pistoia della Uiltucs Toscana Angela Bigheretti – che non abbiamo intenzione di cedere davanti ai diritti. Non li faremo calpestare ancora. Non intendiamo restare a guardare immobili, senza stipendi, e senza alcuna risposta. I lavoratori e le lavoratrici, che sono soprattutto donne monoreddito, hanno una dignità. Ma, soprattutto, hanno bisogno di sapere di poter contare su quanto spetta loro per arrivare a fine mese. Non si tratta di cifre da capogiro, non sono lavori da milionari: sono stipendi dovuti per quanto guadagnato onestamente, ogni giorno. Devono averli senza ulteriori esitazioni”.
Le manifestazioni, indette sul momento, proseguiranno così come gli scioperi, messi in atto a giorni alterni senza alcun preavviso. Così come è avvenuto questo giovedì e questo venerdì, quando i lavoratori si sono fermati non entrando in negozio.
“L’auspicio – spiega la responsabile Uiltucs Toscana Area di Pisa, Irene Cesari, che segue le trattative con l’azienda – è risolvere quanto prima la situazione e vedere anche l’interessamento di Dico. L’azienda non può e non deve essere indifferente davanti a difficoltà di lavoratori che con il loro operato contribuiscono ai guadagni del marchio”.

Le dipendenti di Piazza Italia, in tutta la Toscana, non se la passano benissimo. Anzi: tra ‘ricatti’ più o meno velati, diritti ridotti all’osso, in barba al contratto, spostamenti ‘fittizi’ e aspettative non retribuite imposte, l’azienda fa registrare una lunga serie di bruttissimi precedenti e se sottrae al confronto.
“Ai Gigli – spiega la UILTuCS TOSCANA, sindacato Uil che segue il Terziario, si sono sommate situazioni insostenibili con alcune complicità che non appartengono al nostro modo di fare sindacato: le lavoratrici sono state ‘ricattate’ e costrette, per non perdere il lavoro, a dover accettare condizioni peggiorative. Il negozio si è spostato di un solo piano ma Piazza Italia ha chiesto alle sue dipendenti di accogliere un trasferimento fittizio nel bresciano. Per questo – incalza il sindacato – le lavoratrici hanno dovuto firmare una richiesta di aspettativa non retribuita, come se la richiesta venisse da ognuna di loro, orari sballati, aumenti di lavoro domenicale, turni di lavoro incredibili e, come non bastasse, un allungamento dei turni fino alle 22 e molto altro”. Pena, la perdita dell’impiego.
Ma Piazza Italia non dà grattacapi solo alle lavoratrici dei I Gigli: i gestori del brand Piazza Italia, infatti, stanno facendo il bello e il cattivo tempo, ovviamente solo con chi è più debole, in tutta la Toscana. Da tempo ci sono lavoratrici che si vedono ridurre l’orario di lavoro, ad altre viene chiesto di non effettuare riposi o pause pranzo, per non parlare degli straordinari non retribuiti e di numerose altre inapplicazioni del contratto. La UILTuCS TOSCANA ha cercato di aprire una trattativa per ricercare le soluzioni tramite il dialogo sindacale, ma per tutta risposta l’azienda si è affidata al silenzio costringendoci a mobilitare le amministrazioni impattate. Inizieremo con il Comune di Cascina, con cui abbiamo già pianificato un incontro proprio con noi ed i lavoratori del punto vendita presente in città proprio per decidere il da farsi. Ma la UILTuCS TOSCANA non si fermerà qui. Marco Conficconi, segretario generale dell’organizzazione, non lascia spazio alle interpretazioni: “Se la società non si renderà disponibile a risolvere i numerosi problemi delle lavoratrici toscane, dopo Cascina andremo avanti, Grosseto, Siena, Livorno e così via sino ad una richiesta di convocazione di Piazza Italia da parte della regione. Siamo pronti a manifestare davanti ai negozi e a mettere a conoscenza la clientela di Piazza Italia di questo comportamento bieco che fa leva sulle difficoltà delle lavoratrici per spremerle sempre di più e rispettare sempre meno la loro dignità e la loro professionalità”.

Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Toscana ribadiscono la contrarietà alle aperture dei negozi per le prossime festività religiose di Pasqua e Pasquetta (domenica e lunedì prossimi) e chiedono il rispetto del significato e del valore sociale delle festività.
La completa liberalizzazione degli orari e delle aperture domenicali e festive, con il passare degli anni, si è rivelata negativa, non ha portato nessun aumento dell’occupazione e nessun aumento dei consumi, come dimostrano le procedure di licenziamento fatte dalle aziende della Grande Distribuzione che hanno scelto il “sempre aperto h24”. “Sono peggiorate le condizioni di lavoro, gli orari, la vita delle lavoratrici e dei lavoratori, è aumentata solo la precarietà. Quest’anno in Toscana molte attività commerciali staranno aperte per Pasquetta e alcune addirittura per Pasqua. Basta! E’ inaccettabile. Diciamo no a lavorare per le Feste, il commercio non è un servizio essenziale”, dicono Filcams, Fisascat e Uiltucs che riconfermano la necessità di modificare le norme sulle liberalizzazioni e chiedono al nuovo Governo di mettere mano alle Legge: “No al sempre aperto, sì a un modello sostenibile del commercio, per città più vivibili, all’insegna della cultura e non del solo consumo, per una maggiore contrattazione in difesa dei più deboli, per la difesa dei valori civili e religiosi che queste festività rappresentano”. Per queste ragioni le tre sigle proclamano lo sciopero e l’astensione dal lavoro per Pasqua e Pasquetta 2017 (intera giornata).

pasqua2La UILTuCS ribadisce la propria contrarietà netta all’apertura per le feste rimarcando che non esistono differenze tra lavoratori. Non esistono lavoratori di serie A e di serie B che possono festeggiare ricorrenze come la Pasqua e che invece non possono, costretti da alcune azienda a lavorare anche nel giorno da dedicare a riposo, affetti e famiglia.
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