La segretaria Bardi: “Contatti di aziende con Centostazioni. Troppa lentezza. Chi si fa avanti per salvare la situazione è ignorato?”   

Entro fine maggio la chiusura dello storico bar: in 8 saranno licenziati

Il timore che sia troppo tardi per salvare le lavoratrici e i lavoratori dello storico Buffet della stazione di Livorno è fortissimo. Il motivo? “Se la struttura non verrà rilevata entro fine maggio, 8 persone saranno senza lo straccio di un impiego e il bar sarà definitivamente chiuso. Questo è il motivo per cui abbiamo scritto al Prefetto, alla Provincia e al sindaco di Livorno Nogarin. Ora attendiamo una risposta: l’emergenza è alta e dobbiamo agire rapidamente”.

A riaccendere i riflettori sul caso del “Buffet della stazione” è la segretaria generale della Uiltucs di Livorno Sabina Bardi che, armata di carta e penna, ha scritto a sindaco e prefetto per segnalare la situazione e l’evoluzione delle trattative: “Ci risultano alcune aziende, anche della zona, interessate a rilevare la struttura. Questo salverebbe i lavoratori. Ma la lentezza di Centostazioni spa, proprietaria degli immobili affittati da Gerba srl (società che gestisce l’attività dagli inizi degli anni ’70) non ci fa sperare in niente di buono. Anzi, temiamo il peggio: le istituzioni devono intervenire per cercare di capire anche perché sembra che vengano ignorate eventuali aziende interessate”. Anche per questo la Uiltucs Livorno, intenzionata ad accelerare una situazione ‘stagnante’, ha deciso di “chiedere ufficialmente un incontro alle autorità competenti”. La segretaria generale della Uiltucs di Livorno Sabina Bardi ricorda inoltre che “Centostazioni spa, proprietaria dell’immobile (e attrice nel contenzioso in essere tra la società appaltante e l’appaltatrice per canoni d’affitto non pagati e di lavori di restauro mai effettuati) per il 60% è di proprietà delle FF.SS. (Ferrovie dello Stato) e per il restante 40% di privati. Attorno alla società, come abbiamo riferito anche al Prefetto, ci sarebbe qualche ombra di troppo e, alla situazione poco chiara, si sommano i timori per le vicende giudiziarie che pochi mesi fa hanno coinvolto i vertici aziendali. Questo ci preoccupa moltissimo”. “Ma quello che ci turba – aggiunge Bardi della Uiltucs Livorno – è essere lasciati totalmente all’oscuro dei progetti per Livorno e per il futuro di questa attività, e di conseguenza dei lavoratori, da parte di Centostazioni. Motivo per il quale attendiamo una risposta e della convocazione da parte delle istituzioni: anche i lavoratori devono avere voce in questa situazione, non possono subire in silenzio. Di certo, noi, in silenzio non ci resteremo”.