Alta Scuola di Pelletteria: lavoratori senza certezze, nessun confronto sindacale
UILTuCS Toscana, chiede trasparenza sull’andamento della società, le fusione sfumata ed il futuro delle dipendenti
La UILTuCS Toscana, la categoria della UIL che tutela le lavoratrici ed i lavoratori del Terziario, interviene sulla situazione dell’Associazione San Colombano – Alta Scuola di Pelletteria Italiana (ASPI), realtà attiva nella formazione professionale per il settore moda e pelletteria con sedi a Scandicci e Pontassieve. Nella sede di Scandicci, infatti, i corsi risultano fermi da maggio 2025 e sono stati comunicati alcuni licenziamenti senza nessun confronto; ed anche la sede di Pontassieve, che ci risulta abbia proseguito l’attività fino al 20 febbraio c.a., sarebbe destinata ad un futuro incerto. Ma anche qui non esiste alcun confronto sindacale.
A preoccupare ulteriormente è la situazione economica che ci fa ritenere che il TFR dei dipendenti, una somma importante, non risulterebbe accantonato.
L’associazione, composta tra gli altri dai Comuni di Pontassieve, Scandicci e Bagno a Ripoli, oltre che da CNA e Confindustria Firenze, aveva avviato un progetto di fusione con MITA Academy, ITS, società a partecipazione pubblica, che avrebbe risolto le difficoltà economiche ma, soprattutto, avrebbe salvaguardato i posti di lavoro. Il progetto poi sfumato per ragioni ad oggi incomprensibili, sono subito seguiti i primi licenziamenti.
«Parliamo di lavoratrici e lavoratori che hanno una grande professionalità e competenza che, oltretutto hanno garantito continuità formativa e professionalità anche nella fase del progetto di fusione e che oggi si ritrovano senza certezze sul proprio futuro e senza garanzie sul pagamento di quanto maturato. È una situazione grave che le amministrazioni comunali socie non possono gestire il silenzio ed incuranti della dignità di chi ci lavora da anni», dichiara Marco Conficconi, Segretario Generale UILTuCS Toscana. «Colpisce in particolare l’assenza di un confronto preventivo, almeno con la nostra organizzazione sindacale, su scelte che incidono direttamente sull’occupazione. Quando si parla di fusioni, possibile liquidazione e licenziamenti, il confronto non è una cortesia ma un obbligo di responsabilità che i Sindaci dei comuni soci e le associazioni datoriali interessate non possono eludere».
«Non siamo di fronte alla crisi di una piccola impresa privata, ma ad una situazione che coinvolge Comuni ed enti a partecipazione pubblica. Per questo la UILTuCS Toscana chiede chiarezza sul progetto di fusione con MITA, sulle motivazioni che ne hanno determinato lo stop e sulle eventuali soluzioni alternative che potevano essere messe in campo per salvaguardare gli attuali posti di lavoro», prosegue Conficconi.
Resta aperta anche la questione della sede di Pontassieve, ospitata in uno stabile comunale dal 2005. «Se l’attività è stata sostenibile fino a pochi mesi fa, è legittimo domandarsi se esistessero margini per evitare conclusioni drastiche. Le lavoratrici ed i lavoratori meritano risposte puntuali e documentate. La UILTuCS Toscana non accetterà che diritti maturati e responsabilità pubbliche vengano liquidati insieme a un ente. Serve trasparenza, serve confronto, che noi abbiamo richiesto a tutti gli attori di questa triste situazione e servono garanzie concrete», conclude il Segretario Generale.
Firenze, 25 febbraio 2026



