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Il nuovo disegno delle Camere di commercio in Italia, con la riduzione delle sedi e del personale, preoccupa non poco i sindacati, Uiltucs in testa. E’ quanto rende noto la segreteria nazionale del sindacato che tutela i lavoratori del Commercio, della Cooperazione, del Turismo e dei Servizi,  dopo la valutazione delle Camere. Perché il riordino camerale, di fatto, non dà le garanzie che i sindacati attentevano e soprattutto non è chiaro il ruolo “che
Unioncamere riveste per la definizione della nuova geografia delle Cciaa”. Per “salvaguardare il personale interessato – ribadisce la Uiltucs in una nota congiunta – è indispensabile il confronto preventivo con le sigle sindacali maggiormente rappresentative”. Il tutto con una precisazione chiara: la ridefinizione delle Camere di commercio deve tenere conto del territorio, della presenza delle sedi secondarie e di attuare garanzie che, ad oggi, sembrano essere del “tutto insufficienti per salvaguardare il personale”.  Occorre infatti, per chi ha i requisiti, s’intende, “che venga garantita la possibilità di poter beneficiare del collocamento a riposo” come era previsto prima della legge Fornero. Una misura che potrebbe riguardare anche 300 persone che andrebbero a trovare, in questo modo, una diversa stabilità. Nell’occasione è stato fatto il punto anche sulle società partecipate, altro tasto dolente della riorganizzazione camerale, che data la loro particolare natura non consentono l’accesso alla cassa integrazione. In questo caso l’utilità degli ammortizzatori sociali è indubbia e l’impegno dei sindacati per il mantenimento dei livelli di occupazione è altissimo.

holding dei giochiE’ stata la cessione di una serie di punti vndita all’azienda fiorentina Papini Giocattoli, il tema centrale dell’ultimo incontro tra azienda Holding dei giochi Spa e sindacati, Uiltucs in testa. I punti vendita in questione derivano dalla fusione tra la stessa Holding dei Giochi e Prenatal da cui è scaturita la nuova società MFE2. Una situazione complessa che oggi riguarda la Papini giocattoli, società di Firenze nata nel 1983 che fino ad oggi ha svolto
attività di vendita di giocattoli all’ingrosso sull’intero territorio nazionale, registrand mediamente un fatturato di 3 milioni di euro e svolgendo l’attività sempre attraverso l’utilizzo di risorse proprie, vantando nessuna posizione debitoria nei confronti degli istituti di credito.   Il trasferimento del ramo d’azienda, che avverrà a partire dal 21 luglio prossimo e 41 lavoratori dipendenti transiteranno alla nuova società senza soluzione di continuità ai sensi dell’art. 2112 del Codice Civile, mantenendo invariate le condizioni economiche e normative vigenti e maturate, ivi comprese ferie, ore di permesso, eccetera. Inoltre continuerà ad essere applicato il al Ccnl Terziario, Distribuzione e Servizi, che è il contratto diriferimento anche della Papini Giocattoli spa. La società ha anche accettato di garantire la fruizione del piano ferie 2016 già presentato individualmente dai singoli lavoratori ed approvato dalla cedente. Per le altre novità contattaci: potrebbe riguardare anche te! info@uiltucstoscana.it

Gli esuberi sono calati ma non basta: le perplessità avanzate dall’azienda nell’avanzare richiesta di cassa integrazione in deroga al Ministero del Lavoro, sostenendo che gli esuberi rimasti siano difficilmente riassorbibili in breve nel  perimetro aziendale, non ci bastano. Perché prima sono necessarie, per lavoratori e lavoratrici le tutele.
E’ per questo che all’ultimo incontro tenutosi a Firenze l’11 maggio con la direzione Nh, in merito alla procedura di licenziamento collettivo aperta in data 8 marzo 2016 e riguardante 98 unità, abbiamo ribadito come Uiltucs, con le altre sigle, come sia “nostra intenzione avanzare questa richiesta in sede di confronto ministeriale a prescindere dalle titubanze della impresa, ritenendo la eventuale concessione dell’ammortizzatore sociale un elemento importante per addivenire ad una intesa complessiva”.
Da parte sua comunque l’azienda, per effetto degli interventi adottati dalle parti e dei confronti territoriali nonché del piano sociale di incentivi messo a disposizione dall’azienda, ha fatto sì che gli esuberi scendessero a 49.
Di questi, per i 25 lavoratori la trattativa sulla stagionalizzazione della struttura sta procedendo in maniera costruttiva e pare indirizzata ad un esito positivo. Permangono ancora alcune rigidità da parte aziendale. Diverso invece il caso dei 6 esuberi rimasti al Midas, la storica struttura ex Jolly parrebbe essere oggetto di interessamento da parte di nuovi potenziali acquirenti o affittuari che però formalmente tardano a manifestare un interessamento concreto e ufficiale.   Il prossimo 20 maggio l’appuntamento è al Ministero dove la Uiltucs sarà pronta a sostenre le sue posizioni. Per informazioni o per maggiori dettagli sull’evoluzione della questione anche relativamente alle singole sedi di lavoro non esitate a contattarci. Sul sito trovate tutte le nostre sedi e i riferimenti telefonici e di posta elettronica.

Prorogata fino al 9 maggio, con la sottoscrizione dei sindacati, Uiltucs compresa, la procedura di Valtur. E’ il risultato dell’ultimo incontro con l’azienda sulla procdura avviata dalla stessa che, con il definitivo subentro dell’investitore Bonomi, si appresta a una fase di espansione. Infatti, dopo l’acquisizione della gestione del Tanka Village, si stanno valutando altri villaggi e strutture. Sulla questione la Uiltucs sta tenendo la guardia molto alta visto che potrebbero esserci anche interessi reali da parte del gruppo sulle strutture ex Atahotels. E’ su questo che abbiamo chiesto, con la nostra segreteria nazionale presente al tavolo delle trattative, che “siano impegni certi con tempi utili a risolvere il problema occupazionale generato dalle chiusure”.

A fronte delle comunicazioni che alcune Direzioni delle Cna della Toscana hanno inviato riguardo alla disdetta del Contratto Collettivo del Terziario e all’applicazione a far data dal 1 gennaio 2016 del contratto dei grafici artigiani, le Organizzazioni Sindacali Filcams, Fisascat e Uiltucs Uil e a seguito di alcune iniziative autonome non concordate, comunicano la loro indisponibilità a tale percorso, ritenendo il contratto di riferimento per i lavoratori delle CNA il terziario, conseguentemente e in coerenza con quanto deciso nelle assemblee sindacali, diffidano tutti i livelli delle organizzazioni sindacali, compreso quelli aziendali, a sottoscrivere eventuali armonizzazioni proposte dalle CNA.

Si invitano tutti i lavoratori a non sottoscrivere individualmente nessun accordo in merito.

Le Organizzazioni Sindacali stanno valutando il possibile ricorso alle vie legali, in merito all’applicazione unilaterale del contratto nazionale dei grafici artigiani.

NO AI RICATTI !!
IL NOSTRO CONTRATTO E’ IL TERZIARIO