Articoli

Conficconi: “Guardie non devono perdere il posto. Disposti a rapidi accordi regionali integrativi. Ma fateci vedere i conti. E stop pressioni a Gpg per accordi individuali”

vigilanzaE’ altissimo il rischio per i lavoratori, ben 99 solo in Toscana, ai quali è stato paventato lo spettro della perdita del loro posto alla Securpol Group. L’azienda infatti vorrebbe tagliare le loro teste da un giorno all’altro. E questo dopo anni e anni di lavoro ai più disparati orari, con turni massacranti e pressioni che le guardie giurate conoscono bene. Le guardie giurate colpite dalla mannaia si trovano nelle province di Arezzo, Grosseto e Livorno, aree in cui la Securpol vuole mettere in atto “licenziamenti per riduzione del personale”, come si legge nella missiva inviata alla Uiltucs Toscana, la categoria della Uil che si occupa di Turismo, Commercio e Servizi.

“I posti di lavoro vanno salvaguardati in modo tangibile”. Parola dell’organizzazione sindacale, che segue con estrema attenzione e senza sosta la vicenda, in ogni territorio, Toscana Centro, Costa e Sud, per tentare di gestire al meglio l’emergenza. “E’ una notizia che non avremmo voluto mai sentire e noi, come Uiltucs – spiega il segretario generale della Toscana Marco Conficconi –diamo piena e totale disponibilità a costruire in tempi rapidi degli accordi integrativi regionali per entrare nel merito dei costi aziendali. La disponibilità c’è. Anche di andare a vedere quale è la reale situazione e come poterla gestire al meglio per salvare i lavoratori”. Securpol Group, oltretutto, “non è attualmente in grado – fanno sapere sempre dalla Uiltucs – di agire su parte dell’istituto poiché è affittuaria del ramo di azienda da parte di un’altra società”. Questo non è un dettaglio da poco vista la delicatezza della situazione. Le cose si complicano, poi, se si aggiunge il fatto che le Gpg sono sottoposte a “minacce e pressioni continue” con la speranza di “costringere le guardie a sottoscrivere accori personali senza l’assistenza del sindacato”, vero elemento scomodo (per l’azienda) e tutelante (per i lavoratori) che si tenta di lasciare all’angolo.  Ma cosa intenda fare la Securpol non è affatto chiaro e ci sono solo i freddi numeri di questa “strage” dietro all’annuncio del licenziamento degli addetti al trasporto valori (Gpg e tecnici addetti allo smaltimento): 54 Gpg ad Arezzo, 11 a Grosseto e 29 a Livorno, oltre a 5 operatori in contazione divisi tra il capoluogo labronico e Grosseto.

La situazione della Plis, Provincia Livorno Sviluppo, società partecipate della Provincia di Livorno (70%) e Autorità Portuale di Livorno (30%) è critica. Lo è per i lavoratori, una ventina circa, in attesa ancora di una sistemazione definitiva. E per i numerosi tentativi di trovare un confronto che sono andati, per ora, a vuoto.
Così, dopo vari inviti da parte delle OO.SS. nei confronti della proprietà, della Regione Toscana, che ha assunto a se svariate competenze delle provincie, spiegano i sindacati, Uiltucs in testa, “dopo il decreto della loro chiusura, abbiamo deciso di far sentire anche al di fuori dei Palazzi Istituzionali la necessità di trovare entro il 2016 una sistemazione definitiva per tutti i lavoratori e le lavoratrici, una ventina circa, di questa società partecipata”.

big_153_logoPLIS“Fino ad oggi – fanno sapere in una nota alla quale seguirà la conferenza stampa questo 20 gennaio alle 10 di mattina – si sono susseguite le operazioni di ricollocamento dei dipendenti della Provincia di Livorno secondo la spartizione delle funzioni con la Regione Toscana. Le OO.SS. e il personale di Plis hanno pazientemente aspettato fino ad oggi, affinché tutto il personale dell’ente Provincia fosse assegnato e sistemato”.
Fatto tutto ciò ora, concludono, “qualcuno si dovrà prendere la responsabilità di decidere dove ricollocare questi lavoratori e queste lavoratrici che fino ad oggi hanno svolto un lavoro fondamentale in particolare in materia di lavoro, formazione. Le funzioni che tale personale può svolgere va anche ben oltre queste materie e quindi può rappresentare una opportunità interessante sia per la Regione o alcuni dei suoi enti satellite, ma addirittura per i comuni della Provincia di Livorno ed oltre, magari attraversi l’Anci”.
“Come si vede le potenzialità di ricollocamento sono molteplici, ora però è giunto il momento che chi di dovere si assuma le proprie responsabilità e decida, per questo abbiamo convocato per mercoledì 20 gennaio alle 12, di fronte all’ingresso principale del Palazzo della Provincia di Livorno, una conferenza stampa con il personale di Plis, per stimolare urgentemente un incontro con le due Proprietà, incontro fino ad ora richiesto ma mai convocato dalle parti”.

In trenta rischiano di perdere il lavoro da un giorno all’altro.
E’ la nuova e pesante la tegola che si abbatte sui lavoratori della vigilanza con una notizia choc da Securpol Group per la filiale di Livorno (che recentemente ha incorporato le ex-filiali di Pisa, Lucca e Massa). Ad annunciare il rischio sono la segretaria responsabile Uiltucs Toscana Costa Sabina Bardi e Armand Melandri, coordinatore Pisa del sindacato che si occupa di turismo, commercio e servizi. “E’ una voce ma è quasi una certezza – spiegano i segretari – e l’esubero di 30 lavoratori è spropositato rispetto agli occupati, circa 180”. E questa cifra di “teste da tagliare” è ancor più insensata se si pensa che, come informa Bardi, “a fine settembre, in un incontro con l’azienda che ha unilateralmente disdetto tutti gli accordi integrativi che riguardavano i lavoratori delle ex filiali di Pisa/Massa/Lucca, ci veniva prospettato in via informale un possibile esubero di 10/15 unità. Ci sembrava già assurda questa cifra. In soli 15 giorni triplica? Cosa accade?”.
E’ una situazione grave e molto pesante, quella che vivono i lavoratori del settore vigilanza, “che nella filiale livornese – incalza la segretaria Bardi – sono costretti anche a turni massacranti con una media di 10-12 ore giornaliere e con persone impiegate che smontano da turni notturni in diurni”. “Tutto questo – concludono Bardi e Melandri – ci appare un particolare atteggiamento di terrorismo psicologico sia nei confronti dei lavoratori che per le organizzazioni sindacali”. Così, mentre la Uiltucs resta in attesa di comunicazioni ufficiali è partita l’organizzazione di assemblee con i lavoratori, con l’invito “del comandante Angelo Menghini, fondatore e titolare della Securpol Group, personaggio molto stimato dai suoi uomini, per spiegare di persona tutta questa questione estremamente grave”.