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A fronte delle comunicazioni che alcune Direzioni delle Cna della Toscana hanno inviato riguardo alla disdetta del Contratto Collettivo del Terziario e all’applicazione a far data dal 1 gennaio 2016 del contratto dei grafici artigiani, le Organizzazioni Sindacali Filcams, Fisascat e Uiltucs Uil e a seguito di alcune iniziative autonome non concordate, comunicano la loro indisponibilità a tale percorso, ritenendo il contratto di riferimento per i lavoratori delle CNA il terziario, conseguentemente e in coerenza con quanto deciso nelle assemblee sindacali, diffidano tutti i livelli delle organizzazioni sindacali, compreso quelli aziendali, a sottoscrivere eventuali armonizzazioni proposte dalle CNA.

Si invitano tutti i lavoratori a non sottoscrivere individualmente nessun accordo in merito.

Le Organizzazioni Sindacali stanno valutando il possibile ricorso alle vie legali, in merito all’applicazione unilaterale del contratto nazionale dei grafici artigiani.

NO AI RICATTI !!
IL NOSTRO CONTRATTO E’ IL TERZIARIO

Brutte notizie per i lavoratori e le lavoratrici di Carrefour: la trattativa per la rinegoziazione del Contratto Integrativo Aziendale Carrefour, a causa delle rigidità e delle pretese inaccettabili dell’azienda, è stata rotta. Carrefour, si legge in una nota congiunta delle sigle sindacali, Uiltucs in testa, “non ha risparmiato, fra l’altro, parole ed atteggiamenti gravi ed offensivi nei confronti dei lavoratori e delle Organizzazioni Sindacali. Un negoziato nel corso del quale Filcams, Fisascat e UILTuCS si erano rese disponibili, per l’ennesima volta, ad assumersi la responsabilità di gestire una complicata ridefinizione del CIA in considerazione della situazione di difficoltà in cui versa l’azienda da diversi anni ed ad indicare il perimetro entro cui muoversi per individuare gli strumenti necessari ad una possibile intesa”.
Tra le richieste “ignorate dall’azienda” anche l’impegno “a salvaguardare i livelli occupazionali, a mantenere l’attuale perimetro aziendale e a garantire la gestione diretta dei punti vendita”. E’ per questo che, senza esitazione, viene dichiarato lo stato di agitazione ed a breve saranno definite le modalità della mobilitazione dei lavoratori e delle lavoratrici.

Invece di continuare la trattativa per il rinnovo del contratto integrativo aziendale, l’azienda ha dato una notizia che ha scosso tutti: Metro ha intenzione di chiudere uno storico punto vendita mettendo a rischio ben 65 persone.
E’ la brutta novità appresa all’ultimo incontto dello scorso 3 novembre a Roma. Un confronto che definire negativo è poco. L’azienda infatti, nel confronto preecedente “aveva prospettato un impianto di salario variabile”, e “l’ordine del giorno prevedeva di continuare la trattativa per il rinnovo del CIA entrando nel merito della piattaforma sindacale”. Ma l’impresa ha, invece, aperto l’incontro annunciando la chiusura dello storico punto vendita di Mestre dove lavorano 65 persone come dipendenti diretti, e altre 10 circa negli appalti e nelle attività terziarizzate.
Per maggiori informazioni e dettagli sul prosieguo della trattativa non esitate a contattarci.

metro cover

E’ il primo contratto in assoluto per Eataly e si tratta di un risultato raggiunto  “nell’ottica di accrescere i processi di partecipazione delle lavoratrici in forza e futuri, alle strategie di sviluppo, ai valori aziendali, e più in generale all’esperienza formativa del lavoro in azienda”. E’ con queste parole che le Organizzazioni sindacali, Uiltucs in testa, annunciano il risultato “importantissimo che premia l’impegno delle Organizzazioni Sindacali, dei giovani delegati e la partecipazione delle lavoratrici e dei lavoratori”. Nello specifico l’ accordo introduce parecchie significative novità. Viene istituito un compiuto sistema di relazioni sindacali articolato a livello nazionale e di punto di vendita.
Per le nuove aperture Eataly definirà intese preventive con le organizzazioni sindacali per definire gli organici e limitare l’utilizzo di lavoro precario. Vengono normati istituti importanti come la salute e sicurezza, l’orario e l’organizzazione del lavoro che saranno costante oggetto di confronto fra le parti. L’orario settimanale verrà costruito privilegiando le esigenze di conciliazione delle lavoratrici e dei lavoratori. I primi 3 giorni di carenza malattia e infortunio saranno sempre retribuiti. Per conoscere nel dettaglio tutte le altre novità contattare segreteria@uiltucstoscana.it o il proprio delegato/delegata o funzionario/a di riferimento.

In trenta rischiano di perdere il lavoro da un giorno all’altro.
E’ la nuova e pesante la tegola che si abbatte sui lavoratori della vigilanza con una notizia choc da Securpol Group per la filiale di Livorno (che recentemente ha incorporato le ex-filiali di Pisa, Lucca e Massa). Ad annunciare il rischio sono la segretaria responsabile Uiltucs Toscana Costa Sabina Bardi e Armand Melandri, coordinatore Pisa del sindacato che si occupa di turismo, commercio e servizi. “E’ una voce ma è quasi una certezza – spiegano i segretari – e l’esubero di 30 lavoratori è spropositato rispetto agli occupati, circa 180”. E questa cifra di “teste da tagliare” è ancor più insensata se si pensa che, come informa Bardi, “a fine settembre, in un incontro con l’azienda che ha unilateralmente disdetto tutti gli accordi integrativi che riguardavano i lavoratori delle ex filiali di Pisa/Massa/Lucca, ci veniva prospettato in via informale un possibile esubero di 10/15 unità. Ci sembrava già assurda questa cifra. In soli 15 giorni triplica? Cosa accade?”.
E’ una situazione grave e molto pesante, quella che vivono i lavoratori del settore vigilanza, “che nella filiale livornese – incalza la segretaria Bardi – sono costretti anche a turni massacranti con una media di 10-12 ore giornaliere e con persone impiegate che smontano da turni notturni in diurni”. “Tutto questo – concludono Bardi e Melandri – ci appare un particolare atteggiamento di terrorismo psicologico sia nei confronti dei lavoratori che per le organizzazioni sindacali”. Così, mentre la Uiltucs resta in attesa di comunicazioni ufficiali è partita l’organizzazione di assemblee con i lavoratori, con l’invito “del comandante Angelo Menghini, fondatore e titolare della Securpol Group, personaggio molto stimato dai suoi uomini, per spiegare di persona tutta questa questione estremamente grave”.