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Ma è “irregolare per la Corte e incompatibile con la dignità dei lavoratori”
Proposta “vergognosa” all’ispettorato del Lavoro: firmato il mancato accordo
“Il cinema ha un codice etico di facciata: bassa propaganda, la realtà è opposta”

Non c’è intesa, non ci sono spiragli né pare esserci, da parte delle aziende coinvolte, alcuna volontà di trovare un punto di incontro. E’ finito con la firma di mancato accordo l’incontro di stamani (20 luglio 2016, ndr) all’Ispettorato del Lavoro di Livorno sul caso del The Space che vede la mannaia sulla testa di 8 lavoratrici, madri, tra cui una ragazza in maternità, e una in aspettativa, in servizio da ben 13 anni per le pulizie presso il noto cinema cittadino. nuovo the space
All’Ispettorato erano presenti tutti e tre i sindacati rappresentativi che hanno sottoscritto il contratto Multiservizi applicato alle lavoratrici: Uiltucs Toscana Costa, Filcams Livorno e Fisascat Livorno. I sindacati hanno proclamato lo stato di agitazione e continua lo sciopero ad oltranza con il presidio, anche a seguito, hanno detto a una sola voce, “della gravissima proposta avanzata stamani: l’applicazione del ‘contratto’ Unci, unione nazionale cooperative italiane, formula del tutto irregolare bocciata perfino dalla Corte costituzionale – anche in una sentenza dello scorso anno per una causa a Lucca – in cui si definisce il ‘contratto’ Unci-Confsal incompatibile con la dignità dei lavoratori”.
Ed è stata questa, con grande sorpresa di Monica Cavallini della Filcams, Carlo Biondi della Fisascat e Sabina Bardi della Uiltucs Toscana Costa, la sorpresa ‘riservata’ alle lavoratrici. “L’azienda vorrebbe quindi condizioni peggiorative, le umilia e non tiene conto della dignità delle lavoratrici. L’appalto cessa formalmente il 31 luglio – spiegano i sindacati – e secondo le aziende, la cooperativa Global Service (azienda uscente) e Global Server Cleanemas (azienda entrante che ha appaltato il servizio) con il bene placido del The Space, ipotizzano solo misere offerte al ribasso e riduzione di oltre 10 ore di lavoro settimanali. In più chiedono una reperibilità che rasenta l’assurdo: 14 ore giornaliere in cui potrebbero essere chiamate in ogni momento in servizio. La disperazione è tanta ma la dignità è più forte del bisogno: siamo pronti a contrastare questo sopruso con ogni mezzo”.
“E’ allucinante, poi – concludono i sindacati – che il The Space mantenga questa posizione vergognosa anche alla luce del proprio pseudo ‘Codice etico’ in cui si vanta di avere un rispetto per i lavoratori. Codice etico che, a ben vedere cosa sta accadendo, non è che un pezzo di carta: i proclami del The Space di garantire lavori dignitosi e negare ogni tipo di schiavitù, sono purtroppo pura propaganda di facciata”.

Chiarimenti su alcuni aspetti del Contratto Integrativo Aziendale di Autogrill, l’altro giorno durante l’incontro nazionale con i sindacati, Uiltucs in testa. E’ quanto discusso a un anno esatto dalla sigla dell’ipotesi di accordo per il rinnovo arrivando poi, alla fine della discussione, anche a sottoscrivere un’integrazione che chiarisce e migliora alcuni capitoli.
In particolare il fatto che al 31 dicembre 2018 il premio di partecipazione tornerà ad essere corrisposto per intero e non in base alla effettiva presenza. Dal 1 agosto 2016 il premio verrà corrisposto anche per la prima delle tre giornate di permesso mensili ex legge 104/92.
Molte le altre novità discusse sempre in tema di remunerazione e salario variabile. Ma anche riguardo alle gare e ai subentri in concessione con una serie di dati interessanti. I locali di Autogrill in gara alla data odierna sono 60. L’azienda ne ha confermato 47 e persi 13 tra cui uno particolarmente significativo (Novara). 5 sono state le acquisizioni. Rispetto alla tornata precedente di due anni fa il risultato appare sicuramente migliore ( su 43 locali in gara, 26 furono confermati, nessuno acquisito, 17 persi). A settembre, durante il nuovo incontro con l’azienda, verrà fatto il punto della situazione e la discussione continuerà in modo, auspica il sindacato, ancor più produttivo.

C’è cauto ottimismo, ma anche preoccupazione, dopo l’ultimo incontro con Autogrill. Perché nel confronto avuto con le ooss, Uiltucs in testa, si intravedono alcune porte aperte e percorsi comuni da intraprendere ma, al tempo stesso, tanti problemi da risolvere. E le questioni in ballo, con Autogrill, sono molte.

autogrillSolo per ricordarne alcune, affrontate all’ultmo incontro nazionale chiesto dalle ooss dello scorso 9 aprile, si va dal riposo settimanale agli orari in genere, passando per il contratto integrativo e il mancato rinnovo del Contratto nazionale che contiene, tra l’altro, le norme che regolano la procedura dei cambi di gestione, e sul quale la Uiltucs ha rinnovato, ad Autogrill, “il nostro appello a fare di più”. E’ in un clima del genere che si è tenuto il confronto aperto dalla richiesta fatta dalla Uiltucs, oltre agli altri sindacati, di ottenere i dati aggiornati dell’andamento economico, delle concessioni in scadenza e delle relative gare di assegnazione. Stando a quanto riferito dall’azienda, si apprende dalla segreteria nazionale Uiltucs che Autogrill nel 2015 ha “registrato un trend migliore rispetto all’anno precedente seppur ancora lontano dai risultati del 2010”. Inoltre “sono state effettuate 202 assunzioni/stabilizzazioni a tempo indeterminato e sono stati acquisiti due nuovi ristoranti” nel Mezzogiorno. Mentre sulle  imminenti gare l’azienda ha mantenuto il solito riserbo dettato dai vincoli di riservatezza derivanti dall’essere quotata in borsa, sono stati forniti altri dettagli e affrontati svariati punti come la sterilizzazione del premio aziendale e terzo elemento sulla tredicesima 2015,   il recupero presenza – riposo in deroga (accordo Sirea applicato a 643 lavoratori, l’interpretazione dell’articolo 9 del contratto integrativo, ovvero del riposo settimanale e il superamento del concetto di “lavoro settimanale”, ma anche il premio aziendale con alcune interessanti aperture da parte dell’azienda.  Il tutto per poi aggiornarsi al 6 luglio per trovare la quadra in una trattativa delicata e difficile anche per la portata dell’azienda e il gran numero di lavoratori impiegati al suo interno.

E’ proseguito il 24 febbraio, il confronto con la società Mercatone, occasione in cui sono stati comunicati i nominativi dei curatori incaricati della gestione della procedura di auto-fallimento relativo ad alcune società.
“È verso di loro che va d’ora in poi indirizzata ogni richiesta riferita alla situazione attuale ed in prospettiva dei lavoratori appartenenti alle predette aziende – spiega la Uiltucs nazionale in una nota – Come previsto, si è poi passati all’analisi dell’utilizzo degli ammortizzatori sociali presso le filiali del Gruppo: il quadro presentato conferma che, a partire dal mese di gennaio, è stato dato impulso ad un ricorso maggiore alla riduzione di orario prevista dal Contratto di Solidarietà”. Parallelamente a ciò, si apprende, si sono acuite le differenze tra punti vendita e, al loro interno, tra i dipendenti coinvolti e nella misura della riduzione loro applicata.
Le organizzazioni sindacali avevano richiesto un sostanziale cambiamento di questa impostazione, volto ad assicurare omogeneità nella gestione e maggiore equità; l’azienda si era dichiarata disponibile e nel corso dell’incontro lo ha ribadito. Alla prova dei fatti, però, tutto ciò è stato contraddetto: la soluzione prospettata – pur apparentemente più equilibrata – nella sostanza negava i principi di equa distribuzione del sacrificio fra i lavoratori.
Sotto questo profilo, la riunione si è quindi conclusa con un nulla di fatto. Si invitano quindi le strutture e le rappresentanze sindacali a vigilare l’applicazione del Contratto di Solidarietà nei vari punti di vendita e nella sede, denunciando tempestivamente ogni situazione in violazione delle intese a suo tempo sottoscritte.
In attesa di conoscere l’esito della procedura per la ricerca di possibili acquirenti (il bando scade il 28 febbraio), abbiamo nuovamente rimarcato l’atteggiamento tendenzioso e fuorviante dell’azienda che, nella persona dell’Amministratore Delegato, assume iniziative e dirama comunicazioni tese a prefigurare smembramenti della rete di vendita senza alcun riferimento credibile.
Occorre assumere ogni iniziativa utile a sensibilizzare l’opinione pubblica e le Istituzioni locali e nazionali circa la gravità della situazione e la ricerca di soluzioni per l’intero perimetro aziendale. A tal fine, il coordinamento e le Segreterie Nazionali indicono un’assemblea retribuita da tenersi contemporaneamente in tutte le filiali e nella sede per lunedì 2 marzo 2015. Inoltre, è ipotizzato un presidio nazionale presso il Ministero dello Sviluppo Economico a Roma per venerdì 13 marzo 2015 che sarà organizzato anche alla luce degli sviluppi derivanti dall’esito della scadenza del bando di vendita.

L’invito dopo l’allarme tagli (rientrato) nel settore erogazione vitto

Armando Melandri (UilTucs Pisa): “Basta col timore di licenziamenti dopo ogni gara”
L’unica soluzione: completo riassorbimento delle unità in forza da parte di chi vince la gara

“Istituire un Osservatorio regionale sugli appalti. Perché anche se nell’ultimo caso, quello del personale storico addetto al servizio di erogazione del vitto negli ospedali di Pisa e Provincia (Cisanello, Santa Chiara di Pisa, Ospedale Lotti di Pontedera) il pericolo è scampato, il rischio è ancora alto. Lo è per ogni gara d’appalto, dopo la quale le aziende possono annunciare esuberi, tagliare teste e mettere in ginocchio intere famiglie”. E’ la UilTucs di Pisa, per voce del suo segretario generale Armando Melandri, a denunciare la situazione dei lavoratori che, spesso, a seguito di bandi di gara, non vengono riassorbiti dalle società che si aggiudicano l’appalto.

Come nel caso dei servizi ospedalieri, esordisce Melandri, “ogni volta va inserita, nel capitolato speciale d’appalto, la clausola di salvaguardia occupazionale che comprende l’elenco numerico per i livelli e gli inquadramenti contrattuali previsti dal Ccnl per ogni sito, ospedaliero e non, oggetto di gara. Questo, precisa il segretario generale, “con lo scopo di scongiurare, con l’aggiudicazione della stessa, la perdita di posti di lavoro”. Ed è anche il motivo per il quale si chiede anche l’istituzione di un Osservatorio regionale sugli appalti. Perché “non è possibile che i lavoratori ogni volta stiano in bilico senza sapere che fine faranno. Ogni gara significa rischiare di perdere il lavoro? No”. L’unica via possibile e accettabile per la UilTucs di Pisa è chiara: il “completo assorbimento dei lavoratori e delle lavoratrici in forza al momento dell’aggiudicazione della gara”. Questo per evitare di colpire, come troppo spesso accade, l’anello più debole della catena: i lavoratori dipendenti.

Il timore, in conclusione, è che “dinamiche di crisi occupazionale come quella che si è manifestata in questa ultima gara, per fortuna poi oggetto di un accordo alla vigilia di Natale con la Regione – conclude la UilTucs di Pisa – si possano manifestare anche nelle prossime gare, sia a livello regionale che nazionale. Motivo per cui chiediamo l’attivazione dell’Osservatorio sugli appalti presso la Regione Toscana con la finalità di monitorare i capitolati di appalto delle stazioni appaltanti e i poteri di modifica e integrazione sugli stessi”.