Dehors e lavoro, UILTuCS Toscana: Premiare chi applica i contratti

Il sindacato interviene nel dibattito aperto in questi giorni sul rinnovo delle concessioni e sulle ipotesi di agevolazioni legate al salario minimo: “Non abbassare l’asticella dei diritti”

La UILTuCS Toscana interviene nel dibattito aperto in questi giorni sul rinnovo delle concessioni per i dehors e sulle ipotesi di agevolazioni legate al salario minimo, ribadendo con chiarezza la propria posizione sul tema del lavoro nel commercio e nella ristorazione.

«Siamo pienamente d’accordo sul principio di riconoscere e valorizzare le attività economiche che rispettano le norme e i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori – afferma il segretario generale UILTuCS Toscana, Marco Conficconi –. Per NOI che il settore lo conosciamo bene e dialoghiamo tutti i giorni con chi ci lavora e ci opera, le proposte fatte da alcune forze politiche che purtroppo leggiamo solo sui quotidiani senza aver avuto nessuna opportunità di confronto, sono condivisibili. Il concetto, semplice ma efficace, di premiare i datori di lavoro e le società che dimostrano serietà anche attraverso l’applicazione, corretta e totale, dei contratti collettivi di lavoro, sottoscritti da chi, come le nostre organizzazioni confederali di categoria, davvero rappresenta le lavoratrici ed i lavoratori del settore, e incentivare chi ancora non lo fa a intraprendere finalmente quella strada, se concordato e gestito, è un opportunità».

Per la UILTuCS Toscana, però, il riconoscimento non può passare da scorciatoie che rischiano di indebolire il sistema delle tutele costruito negli anni.
«Non crediamo che il solo salario minimo sia lo strumento giusto per certificare la qualità del lavoro – prosegue Conficconi –. Il vero parametro deve restare l’applicazione corretta dei Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro e della contrattazione integrativa territoriale del settore, che garantiscono diritti, salari, tutele e dignità per lavoratrici e lavoratori ma anche professionalità e certezze per i datori di lavoro».

«Non a caso, come UILTuCS Toscana ed insieme ai colleghi delle altre organizzazioni confederali di categoria ed alle associazioni datoriali più importanti, a partire da Confcommercio, stiamo lavorando per un accordo regionale che alzi l’asticella per tutti – sottolinea Conficconi –. Un contratto collettivo della Toscana che rafforzi la qualità del lavoro e che distingua Firenze e la Toscana».

Secondo la UILTuCS Toscana, costruire una vera sinergia da forze sindacali confederali, forze politiche e associazioni datoriali, e l’unica strada corretta e seria per riuscire a premiare chi applica i contratti oggi e accompagnare chi non lo fa verso il rispetto delle regole. Contrastare il dumping contrattuale e la precarietà, questo deve essere l’obiettivo di chi, come Noi ha storia, valori e coscienza politica e sociale.
«Il lavoro non può essere ridotto a una voce accessoria nelle politiche urbane – conclude Conficconi –. Se vogliamo società più vivibili e sostenibili, dobbiamo partire dal rispetto dei diritti di chi ogni giorno le fa vivere lavorando».

La UILTuCS Toscana ribadisce infine la propria disponibilità al confronto con AVS e Partito Democratico, così come con tutte le forze politiche che vorranno aprire un dialogo serio e costruttivo sull’argomento e comprendere meglio le difficoltà. Un confronto che, per la UILTuCS Toscana, deve partire dall’ascolto delle proposte che nascono dall’esperienza diretta di chi in questi settori lavora ogni giorno e conosce a fondo le condizioni reali del lavoro nel commercio e nella ristorazione.

Firenze, 12 gennaio 2026

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