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Inquadramenti, premi di risultato e arretrati. Di questo si è discusso all’ultimo incontro nazionale del 23 febbraio con Eataly. Un’occasione proficua in cui sono stati trattati molti argomenti a cominciare dagli arretrati e dagli scatti di anzianità. In primis sono state rilevate differenze retributive determinatesi per effetto di un non corretto calcolo degli scatti di anzianità, che sono state conteggiate dalla direzione aziendale e verranno sanate entro la fine dell’anno. In questa occasione sono state specificate anche le modalità di pagamento del dovuto per tutti i lavoratori interessati, ben 293. E questo per cifre che oscillano da un massimo di 3500 ad un minimo di 17 euro per un totale di 134.000 euro. “L’azienda – informa la segreteria nazionale della Uiltucs – ha ricostruito il quadro delle attuali professionalità secondo quattro criteri orientativi: ruolo ricoperto, retribuzione, funzione e livello di inquadramento; questa fotografia sarà utile, tra le altre cose, ad evidenziare eventuali sottoinquadramenti. Nel ribadire la nostra disponibilità a confrontarci nel merito abbiamo altresì rimarcato l’urgenza di determinare soluzioni condivise nel rispetto di quanto previsto in materia di declaratorie professionali dal CCNL Turismo e, laddovd compatibile, tenuto conto della peculiare struttura aziendale, dal Ccnl Commercio”.
Ultima questione, il premio di risultato, punto su cui Eataly ha accolto alcune importante osservazioni avanzate dalle organizzazioni sindacali rispetto agli obbiettivi e al parametro locale.

Il 21 febbraio si è tenuto, dopo molti anni, un incontro per l’esercizio del diritto di informazione contrattualmente previsto, con la
direzione di McDonald’s Italia.  L’azienda gestisce direttamente, (attraverso le società: McDonald’s Developement Italy,
Fooditalia srl, Napoli futura srl, Tda JV Srl) 86 ristoranti, mentre 456 sono gestiti in franchising.
I licenziatari sono 150 e governano in media tre locali per uno. I dipendenti della “Company” sono 3591 in larghissima parte part time (2842). L’orario individuale più utilizzato è quello delle 18 ore settimanali. Da un punto di vista delle strategie commerciali, l’azienda tenderà nei prossimi anni ad aumentare i locali in franchising soprattutto nelle aree non limitrofe alle due sedi operative, Roma e Milano.
I rapporti fra casa madre e licenziatari sono regolati da norme molto rigide che riguardano la gestione del brand e gli standards qualitativi del prodotto e del servizio. Purtroppo, come abbiamo avuto modo di rimarcare a più riprese nel corso dell’incontro, così non è per quanto riguarda le condizioni di lavoro che peggiorano sensibilmente e in maniera generalizzata quando i locali, per effetto di cessione di ramo d’azienda, escono dal perimetro di McDonald’s ed entrano a far parte di quello del licenziatario. Un caso emblematico è quello riconducibile all’utilizzo dei voucher che è strutturalmente presente nelle realtà in franchising, mentre nella “company” appare meno frequente.
Abbiamo posto con forza la necessità che anche nei locali ceduti sia attuato un rigoroso controllo sull’applicazioni delle leggi e delle norme derivanti dall’applicazione del CCNL Turismo, da parte di McDonald’s, e che l’azienda si renda disponibile come interlocutore delle organizzazioni sindacali anche rispetto alle problematiche riscontrate nei locali non a gestione diretta. L’azienda ha risposto che ai licenziatari viene richiesta l’applicazione del CCNL e della legislazione del lavoro ma che la gestione del personale rimane prerogativa autonoma di ogni singolo licenziatario. Sul piano delle vendite McDonald’s registra una flessione costante di circa – 3 / – 4%, nell’ultimo quinquennio, nei ristoranti comparabili. La perdita, in larga parte imputabile all’aumento della concorrenza e al cambiamento degli stili di consumo della clientela, è stata parzialmente mitigata dai volumi creati dalle nuove aperture; la multinazionale per eccellenza del panino continua a ritenere strategico il mercato italiano e quindi ad investire sul nostro territorio.

unicoop-tirreno-coopE’ un bilancio tutto negativo per la riunione, quella in corso stamani (14 gennaio 2017) a Firenze con la dirigenza di Unicoop Tirreno, che ha avuto risvolti inattesi e pesantissimi con l’annuncio di oltre 600 esuberi. Notizie difficili da digerire, come sempre soprattutto per i lavoratori, vittime di un sistema e di una “non capacità di lavorare per un piano reale di rilancio in prospettiva in cui sviluppo e crescita siano le parole d’ordine”.
A rendere noto quanto illustrato dai dirigenti è Marco Conficconi, segretario generale Uiltucs Toscana, categoria della Uil che si occupa di cooperazione e terziario. “La seconda cooperativa della Toscana – spiega il segretario a margine dell’incontro sindacale – cerca di gestire la crisi ma non ha nessuna prospettiva di soluzione e nessuna prospettiva di sviluppo. Tant’è che il piano rigido e inadeguato” presentato è una manovra “di sola retroguardia che fa pagare ai soli lavoratori il prezzo della crisi. Assurdo”. “La manovra illustrata – aggiunge Conficconi – prevede la cessione di 6 negozi ulteriori terziarizzazioni, la chiusura di altri 13 negozi e un numero impressionante di esuberi: oltre 600”. In più, come se non bastasse, viene annunciato l’annullamento del Cia, contratto integrativo aziendale, che porta la Uiltucs ad annunciare inevitabili azioni di lotta davanti “ad annunci del genere. La trattativa condotta dall’ormai prossimo direttore generale del Comune di Roma chiamato dal Movimento 5 Stelle ci lascia solo un grandissimo amaro in bocca. A maggior ragione pensando che tutto ciò avviene nonostante il prestito da 170 milioni di euro avuto da Unicoop Firenze e da Coop Alleanza 3.0”.

Sembra cambiare rotta, in positivo, NH Hotels. E’ quanto emerso dall’ultimo incontro con le organizzazioni sindacali suii diritti di informazione. Infatti la direzione aziendale ha presentato attraverso alcune slide  sia economica che dell’occupazione nel corso del 2015. Da gennaio il fatturato complessivo è passato da 228 milioni di € nel 2014 al 264 milioni di € nel 2015, con un aumento facilmente misurabile intorno al 16 %. Quindi dopo alcuni anni di ristrutturazioni e risultati negativi la compagnia NH in Italia ipotizza un 9% in più sul budget programmato per l’anno corrente. I nuovi assunti, che riguardano soprattutto le nuove aperture, sono stati 52. Gli esiti della procedura di licenziamento collettivo del 2014‐2015 hanno visto su un totale di 76 esuberi dichiarati, 54 persone incentivate all’esodo, 11 ricollocate all’interno della catena, e 7 passati a fornitori di servizi in appalto.
Attualmente Nh Hotel Group ha un totale di 1141 dipendenti di cui 460 donne (40%). I full time sono 974 e i part‐time sono 167. I lavoratori a tempo determinato sono stati mediamente il 19%, nell’anno 2015.
L’azienda ha presentato anche una relazione sulla formazione continua e reso note alcune novità e ulteriori cifre. Per i dettagli non esistate a contattarci: vi informeremo anche sull’evoluzione delle trattative sul Cia e sul contratto in genere, oltre al riconoscimento, come da nostra proposta, di un premio una tantum per i dipendenti.

E’ il primo contratto in assoluto per Eataly e si tratta di un risultato raggiunto  “nell’ottica di accrescere i processi di partecipazione delle lavoratrici in forza e futuri, alle strategie di sviluppo, ai valori aziendali, e più in generale all’esperienza formativa del lavoro in azienda”. E’ con queste parole che le Organizzazioni sindacali, Uiltucs in testa, annunciano il risultato “importantissimo che premia l’impegno delle Organizzazioni Sindacali, dei giovani delegati e la partecipazione delle lavoratrici e dei lavoratori”. Nello specifico l’ accordo introduce parecchie significative novità. Viene istituito un compiuto sistema di relazioni sindacali articolato a livello nazionale e di punto di vendita.
Per le nuove aperture Eataly definirà intese preventive con le organizzazioni sindacali per definire gli organici e limitare l’utilizzo di lavoro precario. Vengono normati istituti importanti come la salute e sicurezza, l’orario e l’organizzazione del lavoro che saranno costante oggetto di confronto fra le parti. L’orario settimanale verrà costruito privilegiando le esigenze di conciliazione delle lavoratrici e dei lavoratori. I primi 3 giorni di carenza malattia e infortunio saranno sempre retribuiti. Per conoscere nel dettaglio tutte le altre novità contattare segreteria@uiltucstoscana.it o il proprio delegato/delegata o funzionario/a di riferimento.