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Worsp security group, 9 contratti trasformati in full time: un successo!

Nove contratti di lavoro a tempo parziale trasformati a tempo pieno e applicazione del contratto integrativo provinciale di Firenze. E’ la novità tutta positiva per i lavoratori della Worsp Security Group, l’istituto di vigilanza privata con sede legale in provincia di Livorno, un grande risultato al quale è arrivata la Uiltucs Toscana Centro dopo confronti e trattative, e grazie anche  all’apertura dell’azienda stessa.  Grande soddisfazione è stata espressa dal delegato sindacale aziendale Vincenzo Zazzeri e da Gennaro Cotugno, responsabile del settore per la Uiltucs Toscana Centro.

“Dopo un inizio con non poche incomprensioni – commenta Cotugno – finalmente nove Guardie Particolari Giurate operanti sulla provincia di Firenze hanno ottenutola trasformazione del contratto di assunzione da tempo parziale a tempo pieno e l’applicazione del contratto integrativo provinciale di Firenze”.  “Anche perché l’azienda – aggiunge – ha capito la necessità si è resa disponibile a risolvere i problemi indicati nell’immediato lanciando un messaggio per noi importantissimo: considerare i propri dipendenti persone e non numeri. Messaggio che si è tramutato in ‘fatti'”. Nel dettaglio, l’azienda ha infatti trasformato i contratti “come da noi indicato  – conclude Cotugno – e ha inquadrato di propria iniziativa i nove lavoratori al 4° livello; un livello che avrebbero, invece, maturato tra circa tre anni. Non avevo mai visto una tale iniziativa spontanea da parte di un’azienda”. E questo è  merito dei rapporti instaurati con la Uiltucs e dell’attività sindacale: se gli interlocuturi trovano un canale di comunicazione giusto, il messaggio corretto passa e il clima diventa decisamente positivo.

 

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Annuncio choc di Securpol Group: in Toscana pronta a tagliare 99 teste

Conficconi: “Guardie non devono perdere il posto. Disposti a rapidi accordi regionali integrativi. Ma fateci vedere i conti. E stop pressioni a Gpg per accordi individuali”

vigilanzaE’ altissimo il rischio per i lavoratori, ben 99 solo in Toscana, ai quali è stato paventato lo spettro della perdita del loro posto alla Securpol Group. L’azienda infatti vorrebbe tagliare le loro teste da un giorno all’altro. E questo dopo anni e anni di lavoro ai più disparati orari, con turni massacranti e pressioni che le guardie giurate conoscono bene. Le guardie giurate colpite dalla mannaia si trovano nelle province di Arezzo, Grosseto e Livorno, aree in cui la Securpol vuole mettere in atto “licenziamenti per riduzione del personale”, come si legge nella missiva inviata alla Uiltucs Toscana, la categoria della Uil che si occupa di Turismo, Commercio e Servizi.

“I posti di lavoro vanno salvaguardati in modo tangibile”. Parola dell’organizzazione sindacale, che segue con estrema attenzione e senza sosta la vicenda, in ogni territorio, Toscana Centro, Costa e Sud, per tentare di gestire al meglio l’emergenza. “E’ una notizia che non avremmo voluto mai sentire e noi, come Uiltucs – spiega il segretario generale della Toscana Marco Conficconi –diamo piena e totale disponibilità a costruire in tempi rapidi degli accordi integrativi regionali per entrare nel merito dei costi aziendali. La disponibilità c’è. Anche di andare a vedere quale è la reale situazione e come poterla gestire al meglio per salvare i lavoratori”. Securpol Group, oltretutto, “non è attualmente in grado – fanno sapere sempre dalla Uiltucs – di agire su parte dell’istituto poiché è affittuaria del ramo di azienda da parte di un’altra società”. Questo non è un dettaglio da poco vista la delicatezza della situazione. Le cose si complicano, poi, se si aggiunge il fatto che le Gpg sono sottoposte a “minacce e pressioni continue” con la speranza di “costringere le guardie a sottoscrivere accori personali senza l’assistenza del sindacato”, vero elemento scomodo (per l’azienda) e tutelante (per i lavoratori) che si tenta di lasciare all’angolo.  Ma cosa intenda fare la Securpol non è affatto chiaro e ci sono solo i freddi numeri di questa “strage” dietro all’annuncio del licenziamento degli addetti al trasporto valori (Gpg e tecnici addetti allo smaltimento): 54 Gpg ad Arezzo, 11 a Grosseto e 29 a Livorno, oltre a 5 operatori in contazione divisi tra il capoluogo labronico e Grosseto.

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Aggressioni armate alle guardie giurate Globo: la realtà dei fatti

Lettera aperta alla stampa di A.D., guardia giurata dell’istituto Globo Vigilanza, iscritto al sindacato Uiltucs Uil, che inoltriamo alla stampa. Ecco i fatti che hanno caratterizzato questo ultimo mese di lavoro intenso e ad alto rischio per le guardie giurate, ancora troppo poco tutelate e in molti casi non messe nelle condizioni per svolgere il loro lavoro in sicurezza. Per se stessi e per la collettività.

OLYMPUS DIGITAL CAMERA“E’ doveroso da parte mia, in qualità di guardia giurata dell’istituto Globo Vigilanza, fare chiarezza su alcune aggressioni: fatti in parte emersi e in parte non resi noti all’opinione pubblica. Nel mio caso, nella notte tra il 10 e l’11 luglio scorso sono stato atteso da un malvivente dopo essere intervenuto, su segnalazione dell’allarme, in località Buggiano. Sono stato colto alle spalle dall’uomo non appena sceso dall’auto e, sotto la minaccia di un’arma, sono stato immobilizzato a terra, percosso e denudato di alcuni effetti personali. Mi è stata sottratta la pistola d’ordinanza, che sembrava essere il vero obiettivo del balordo. Ho vissuto attimi di terrore, ancora oggi faccio fatica a parlarne. Mi sono trovato da solo in balìa di un criminale armato, essendo disarmato, con i mezzi di comunicazione a mia disposizione precari o addirittura assenti. Le cose stanno proprio così: il mio telefono personale era stato scaraventato nei campi circostanti, la radio portatile non aveva segnale, ma soprattutto quella veicolare, come previsto dal Dm 269 del 1/12/2010, è del tutto assente sulle macchine di servizio! Solo dopo svariati minuti sono riuscito a mettermi in contatto con la centrale operativa con un dispositivo Gps che, anch’esso, aveva fallito nell’immediato di lanciare il segnale d’allarme. L’episodio che mi ha visto mio malgrado protagonista è molto simile a quello accaduto a un collega pochi giorni fa a Cerbaia di Lamporecchio dove un malvivente, forse la stessa persona, ha intimato alla guardia giurata di consegnargli l’arma. Ne è nato, in quel caso, un conflitto a fuoco e la peggio l’ha avuta l’aggressore che ha riportato ferite alla spalla e al fianco. Due episodi che fanno riflettere sul nostro lavoro, quello di guardia giurata. Una professione costellata di difficoltà in cui troppo spesso prevale il silenzio. Come il silenzio che c’è stato attorno a un terzo fatto recente, che ha riguardato un altro collega che si è tolto la vita sparandosi con l’arma di ordinanza. Le condizioni del nostro lavoro sono difficilissime, lo stress è elevato. Non a caso alla Globo Vigilanza è in atto da febbraio lo sciopero degli straordinari per la reperibilità. Dopo un turno dalle 23 alle 6, infatti, siamo costretti ad essere reperibili dalle 6 alle 14 per 77 centesimi l’ora: un tour de force che, voglio dirlo, ci toglie, oltre alle ore di riposo giornaliere, tempo per la nostra vita privata. Ma, soprattutto, lucidità e sicurezza per la nostra persona e per la collettività tutta”.

Lettera firmata


“Questa è la situazione reale con cui quotidianamente si confrontano le GPG – spiega la Uiltucs Uil in una nota – non quelle che si raccontano ai giornali per far credere che questo sia un mondo felice. La situazione di estrema criticità che vige in molti istituti di vigilanza è ben nota alle Prefetture, in particolare a quelle di Arezzo, Pistoia e Prato, ma gli interventi di controllo sono rari e molto spesso sia noi che le GPG abbiamo la sensazione che le ispezioni di prefettura, questura ed altre amministrazioni, vengano preavvisate ai datori di lavoro”.

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Diritto al riposo: scatta la petizione nazionale

La Uiltucs per il rispetto della Costituzione. Conficconi: “Appello di civiltà”

Raccolta firme ai ministeri del Lavoro e dell’Interno: è anche sul web

OLYMPUS DIGITAL CAMERAPrima ancora di essere una petizione è un appello di civiltà. E’ una campagna per il più elementare – e purtroppo bistrattato e calpestato – dei diritti dei lavoratori e delle lavoratrici: il riposo settimanale. Diritto a cui sono legati a doppio filo i temi della dignità, della libertà umana e personale, della sicurezza; punti chiave che sono riassunti nell’articolo 36 della Costituzione Italiana, il faro che viene oscurato e che la Uiltucs, Unione italiana lavoratori del Turismo, del Commercio e dei Servizi, vuole riaccendere con questa iniziativa.

“Il lavoratore ha diritto al riposo settimanale e a ferie annuali retribuite, e non può rinunziarvi”. Una manciata di parole, quelle contenute nel significativo articolo della Carta, troppo spesso ignorato, che rendono necessaria e quanto mai urgente la mobilitazione organizzata dalla Uiltucs che scatta oggi stesso (3 luglio 2015) in cui si chiede “che venga ribadito con forza il contenuto dell’articolo n° 36 della Costituzione Italiana”.

lavoro generica2Chi sottoscrive la petizione destinata a Ministero dell’Interno, del Lavoro e delle Politiche Sociali e alla Commissione XI Lavoro, condivide “la campagna che la UILTuCS ha avviato per ribadire ed affermare i diritti emanati in difesa di lavoratori e lavoratrici. La Costituzione Italiana – si legge nel testo che è stato diffuso tra i lavoratori – il Codice Civile e le norme attinenti il settore privato, non possono essere intrepretate sino a negare il valore del riposo settimanale mettendo a rischio ancora una volta la salute e la sicurezza dei lavoratori.

LAVORARE CON DIGNITA’ E SICUREZZA E’ UN MIO DIRITTO”.

L’iniziativa nasce sulla scia di una sentenza che segna un gravissimo precedente in materia di lavoro e di sicurezza. Nella pronuncia del tribunale di Arezzo è stato confermato il licenziamento di un lavoratore del settore della vigilanza che si è rifiutato di prestare servizio dopo 14 giorni consecutivi di lavoro e non ha voluto rinunciare al riposo. “E’ stato un licenziamento per ingiusta causa contro il quale ci continueremo a battere, anche in Appello – incalza il segretario generale della Uiltucs Toscana Marco Conficconi – Non abbiamo intenzione di far finta che un episodio così grave non sia esistito: ne va dal futuro di tutti i lavoratori, non solo del settore della vigilanza, che comunque rimane il più colpito. Se si bypassa il diritto al riposo abbiamo raggiunto il limite”.

Per sottoscrivere la petizione, iniziata oggi stesso, è sufficiente contattare la Uiltucs recandosi in una delle sue sedi territoriali (per Firenze, piazza dell’Indipendenza 28); scrivere a segreteria@uiltucstoscana.it; sul sito www.uiltucstoscana.it a questo link: PETIZIONE: SCARICA IL MODULO!  dove sono disponibili i moduli da scaricare e diffondere, oppure contattando i numerosi delegati e delegate aziendali. Per informazioni è possibile contattarci anche telefonicamente allo 055.295063. La petizione è presente anche su change, sul sito di raccolta firme, all’indirizzo www.change.org/p/diritto-al-riposo-lavoro-sicuro-petizione-nazionale

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Vigilanza, sentenza choc: “Riposi dopo 14 giorni? Licenziato”

Conficconi: “Esempio di ingiusta causa”
Loreto (Seg prov Arezzo): “Gravissimo precedente in materia di giurisprudenza”
“Si cancella l’obbligo del diritto fondamentale al riposo. Ne va della sicurezza di tutti”

vigilanzaLavora 14 giorni consecutivi e, al primo riposo, gli viene chiesto di tornare in servizio. Al suo diniego arriva la lettera: licenziamento per giusta causa.
E’ quanto accaduto a una guardia giurata di Arezzo che ha perso il lavoro e che, come se non bastasse, ha visto pure respinto il ricorso che aveva fatto in Tribunale contro la decisione. Le cose non sono andate come sperato: la sentenza è di quelle che lasciano l’amaro in bocca. Anche perché segna un precedente per niente rassicurante per i lavoratori della vigilanza.
La sentenza ha confermato il licenziamento sulla base – si legge nel testo – della norma contrattuale che “attribuisce al datore di lavoro la facoltà, nell’ambito dei propri poteri organizzativi, di chiamare in servizio il lavoratore in riposo settimanale, al quale corrisponde (…) l’obbligo del lavoratore di adempiere”. A niente è servito quindi che il lavoratore, per giustificare il rifiuto opposto alla richiesta di lavorare, abbia invocato “la mancata rappresentazione dell’urgenza del servizio richiesto da parte datoriale”. “Tale dato di fatto – spiega il giudice – non è richiesto dalla previsione contrattuale, imperniata sulla diversa esigenza di non esporre i beni pubblici o privati oggetto di vigilanza a gravi rischi”. A niente, anche, è servita la dichiarazione che, come è chiaramente intuibile, non sia per niente prudente lavorare 14 giorni consecutivi per chi è impiegato in questo specifico settore. L’attività di vigilanza, proprio per sua natura, necessita che il lavoratore abbia un livello di attenzione – con la conseguente garanzia di sicurezza per lui e per gli altri – molto elevato. “E’ essenziale che svolga regolarmente i riposi – commenta la Uiltucs – La sicurezza, di certo, è maggiormente garantita se si svolgono orari equi e se le guardie giurate non sono esposte a stress eccesivi subendo, come troppo spesso accade, turni da incubo. Infatti gli orari, in alcuni casi, si traducono in tour del force senza neanche il rispetto del riposo minimo garantito”.

E’ contro questa scelta di non tenere conto del ruolo specifico della guardia giurata che si scaglia la Uiltucs e che porta, nel caso specifico, alla denuncia di una sentenza che, lo stesso segretario provinciale di Arezzo Diego Loreto non esita a definire “paradossale e assurda”. “Si tratta – afferma il segretario generale della Toscana Marco Conficconi facendo eco a Loreto – di un licenziamento per ingiusta causa, altro che giusta causa. E’ una sentenza che segna un precedente gravissimo”. “La Uiltucs Toscana – conclude – assisterà la Gpg, guardia particolare giurata, nell’Appello e nella ricerca della giustizia. Quella giustizia e quel riconoscimento della professionalità che tutte le Gpg meritano. Non ci arrendiamo”.