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Guardia giurata pagata troppo poco, Ivri condannata

Sentenza: “Inquadrare la Gpg al III livello e saldare tutte le differenze”

E’ una sentenza importante per le guardie particolari giurate, quella pronunciata pochi giorni fa dalla Corte d’Appello di Firenze che, ribaltando il primo grado condanna un istituto di vigilanza molto noto, la Ivri, a inquadrare un lavoratore al terzo livello per le mansioni svolte. Lavoratore che era stato impiegato in prevalenza con funzioni di Operatore Unico di Centrale Operativa e inquadrato però a livelli molto bassi. Con la conseguente differenza di stipendio. Ma, mentre in primo grado la guardia giurata, assistita dall’Ufficio assistenza contrattuale Uil Vigilanza armata (Uiltucs) anche tramite l’avvocato Corti, aveva visto respingere il ricorso, i giudici d’Appello hanno preso in considerazione il principio della ‘prevalenza’ con la quale esercitava quel ruolo di maggior responsabilità, anche con autonomia decisionale, e hanno accolto la domanda di ricalcolare le differenze salariali da 9 anni a questa parte. E’ un successo non da poco, quello portato a casa ancora una volta dalla Uiltucs Toscana. Una sentenza che segna un precedente che le gpg con stipendi più bassi rispetto ai loro impieghi effettivi, o svolti per la maggior parte delle ore, possono percorrere per far valere i propri diritti. “Dopo anni si è fatta chiarezza – commenta Armando Melandri, responsabile Uiltucs per l’Area di Pisa – sulla questione del riconoscimento del livello e dell’inquadramento contrattuale. E’ necessario infatti che alle responsabilità date al lavoratore corrispondano le giuste e adeguate remunerazioni. Non si può pretendere che venga ricoperto un ruolo importante pagandolo miseramente. Per questo invito tutte le Gpg a rivolgersi agli uffici della Uiltucs Toscana per le opportune verifiche. Possono fare chiarezza sulla loro situazione e potremmo valutare se è possibile percorrere questa strada e ricorrere per chiedere un inquadramento diverso”.

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Carrefour, dopo l’ok dei lavoratori sottoscritto il contratto aziendale

E’ stato sottoscritto il 7 giugno il contratto collettivo aziendale con Carrefour Italia. Una decisione presa a seguito della consultazione positiva dei lavoratori circa l’ipotesi d’accordo recentemente raggiunta. Resta ancora aperta la questione della redditività aziendale, nonostante un aumento delle vendite, sebbene non significante, e una stabilizzazione al 18% del costo del lavoro. Ma il grosso non è cambiato e ci sono effetti attesi per il prossimo anno. Mentre resta alta la guardia e si ristrutturano alcuni supermercati e ipermercati,  la Uiltucs ha invitato Carrefour a rendere più “stabili e proficue le relazioni sindacali a livello territoriale, anche in ragione delle problematiche sperimentazioni in atto che attengono all’organizzazione del lavoro, al maggior utilizzo degli impianti, ed alla terziarizzazione di alcune attività”.  Molte le altre questioni sul piatto per una discussione che in parte è stata rinviata a fine luglio. Per informazioni: info@uiltucstoscana.it

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Tre COOP rischiano la denuncia per attività antisindacale

Ecco il comunicato congiunto di Uiltucs Uil, Filcams Cgil e Fisascat Cisl. Perché la dignità dei lavoratori e le lavoratri noi la proteggiamo. Ad ogni costo.
sciopero 60“UN’ ALTRA COOP E’ POSSIBILE…. LO AVETE DIMENTICATO?”
“LA DIGNITA’ SI SCIOGLIE….”
“LA COOP SEI ANCORA TU?”
“TUTELA TOTALE: MA NON PER I 7.000 DIPENDENTI!”
“SALARI BASSI SEMPRE”
 
Sono questi alcuni striscioni e cartelli che le lavoratrici ed i lavoratori delle Cooperative toscane hanno preparato ed esposto sabato 7 novembre alla manifestazione a Firenze in occasione dello Sciopero Generale per il rinnovo del Contratto Nazionale scaduto da oltre 22 mesi, Manifestazione che ha visto la partecipazione di oltre 3.000 persone, così come lo Sciopero ha visto l’adesione convinta dell’80% dei dipendenti delle Coop, con punte del 90/95% e con tanti punti vendita chiusi per l’intera giornata o per parti di essa, in tutte le province della Toscana
Partecipazione massiccia, convinta che è andata oltre le aspettative, segno che i lavoratori hanno compreso e condiviso le ragioni dello Sciopero. Le lavoratrici e i lavoratori della Cooperazione e le Organizzazioni Sindacali non hanno però “compreso” i comportamenti che le 3 grandi Cooperative toscane: Coop Centro Italia, Unicoop Tirreno e Unicoop Firenze hanno messo in campo.Abbiamo assistito a direttori che facevano assemblee, colloqui individuali, “avvertimenti” più o meno velati ai dipendenti, esposizione di comunicati e “volantini”, acquisto a pagamento di pagine di giornale, tutto per provare a limitare la partecipazione allo Sciopero.
sciopero 61NON CI SONO RIUSCITI, ANZI!
La straordinaria partecipazione allo Sciopero è stata anche la risposta dei lavoratori a questi comportamenti!
Durante lo Sciopero di sabato poi, in alcuni supermercati, è stato utilizzato personale dirigente per sostituire i lavoratori, dopo che, le scorse settimane, in vista delle giornate di sciopero, erano stati assunti lavoratori a termine. Comportamenti che fino ad oggi avevamo conosciuto solo nel commercio privato e verso i quali stiamo facendo le necessarie verifiche legali per comprendere se ci siano le condizioni per portare le Cooperative in giudizio per comportamento antisindacale.
Le lavoratrici ed i lavoratori chiedono: è questa la DISTINTIVITA’ COOPERATIVA?
I valori fondanti della cooperazione e del movimento cooperativo si possono riconoscere in questi comportamenti?
La Distintività non può essere solo verso i soci ed i prezzi, non vogliamo la contrapposizione tra soci e lavoratori, la DISTINTIVITA’ deve essere anche CONTRATTUALE, perché avere salari e diritti migliori è un patrimonio anche delle cooperative, perché ha contribuito alla loro crescita e gli ha permesso di rispondere, meglio di altri, alla crisi dei consumi.
Le lavoratrici ed i lavoratori delle Cooperative toscane vogliono il rinnovo del Contratto Nazionale per tutelare il loro potere di acquisto, che confermi un salario e diritti dignitosi, e per affermare il valore del CCNL.
Perché LA COOP E’ ANCHE DEI LAVORATORI!
 
 
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Cna, contratto disdetto: è caos. La decisone: sciopero generale

E’ deciso. In Cna sarà sciopero generale. Per l’intero turno di lavoro e per due giorni, il 16 ottobre e il 16 novembre. Ma c’è di più: il 5 ottobre ci sarà un’assemblea per spiegare le ragioni della lotta delle lavoratrici e dei lavoratori della Confederazione nazionale dell’artigianato della Toscana.

74_logo-cna-firenzeE’ in un clima incandescente, con l’azienda che ha disdettato il contratto nazionale del Terziario, che la Uiltucs Toscana annuncia lo sciopero generale. Una mobilitazione necessaria, emersa all’ultimo attivo dei delegati della Cna Toscana che si è tenuto questo 17 settembre. L’attivo era stato convocato proprio a seguito della comunicazione ai sindacati, da parte di Cna, della disdetta del Contratto Nazionale del Terziario e l’applicazione, a far data dal 1 gennaio 2016, del Contratto Nazionale della comunicazione artigiana. Un atto “unilaterale – lo definiscono le tre sigle – che cancella le corrette relazioni sindacali che Filcams, Fisascat e Uiltucs hanno sempre tenuto con Cna ed anche per questo atto inaccettabile”.
“Da oltre un anno – spiegano i sindacati in una nota congiunta – contestiamo questa volontà della Cna che oggi, a fronte delle comunicazioni formali, diventa una una scelta scellerata. Atto gravissimo che ha il solo obiettivo di far pagare le difficoltà economiche della Cna alle lavoratrici e ai lavoratori, che invece sono parte integrante, sana e insostituibile della vita dell’Associazione”.
In questi mesi i lavoratori e le lavoratrici delle Cna si sono resi disponibili ad affrontare le problematiche poste e a gestire le situazioni di difficoltà sui territori, stipulando accordi difensivi anche di restituzione temporanea del loro salario, con l’affidamento del mantenimento del Ccnl Terziario. “Anche questo patto – incalzano Uiltucs e gli altri sindacati – non è stato rispettato dalla dirigenza! Le lavoratrici e i lavoratori non ci stanno! Chiedono il rispetto del loro lavoro, sono stanchi di pagare sempre e soltanto loro anche le scelte sbagliate e l’incapacità dei dirigenti!”.
Anche per questo intendono organizzare una assemblea pubblica, per spiegare anche agli Associati le motivazioni della loro mobilitazione. L’attivo regionale dei Delegati Cna quindi ha chiesto l’immediato ritiro della firma dal Contratto della Comunicazione artigiana e ha proclamato, oltre allo stato di agitazione di tutte le Cna della Toscana, lo sciopero generale per il 16 ottobre e per il 16 novembre.

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Cna, sciopero in vista e proteste: “Né disdette né arretramenti!”

Si è tenuto al Dopolavoro ferroviario a Firenze, l’Attivo delle Delegate e dei Delegati e dei Lavoratori Cna della Toscana. All’incontro di giovedì 7 maggio erano presenti oltre 150 persone provenienti da tutte le province per decidere il percorso di contrasto alla volontà di Cna di disapplicare il vigente Contratto Nazionale del Terziario, per procedere unilateralmente con l’applicazione del Contratto delle Comunicazioni Artigiane.

 

“Tante le voci che si sono espresse contro la direzione aziendale, accusata di atteggiamenti “padronali”, oramai lontani dalla storia e dai valori della Cna” spiegano le organizzazioni sindacali Filcams Cgil Fisascat Cisl e Uiltucs Uil che hanno fatto il resoconto degli incontri con la direzione. I sindacati hanno sottolineato come che c’è “la disponibilità ad affrontare tutte le problematiche presenti, anche economiche, ma ribadendo la richiesta del rispetto della professionalità del valore del lavoro dei dipendenti, che passa attraverso il riconoscimento del Ccnl Terziario”. Queste le decisioni assunte e votate all’unanimità dall’Assemblea:

  • richiesta di attivazione di un tavolo di confronto a livello nazionale con Ooss e Cna nazionale.
  • i confronti territoriali in corso nelle varie province saranno ricondotti ad un livello di confronto regionale, confermando la disponibilità ad individuare, a quel livello, le soluzioni ai problemi posti
  • individuazione della data in venerdì 22 maggio 2015 per lo sciopero generale di tutti i dipendenti di Cna della Toscana per l’intera giornata di lavoro con manifestazione.

Queste le parole d’ordine uscite dall’Attivo: “Scioperiamo per il Contratto e per il rispetto della nostra professionalità”. “NO A DISDETTE E ARRETRAMENTI, SI AL RISPETTO DEI DIRITTI ACQUISITI! VOGLIAMO IL MANTENIMENTO DEL CONTRATTO NAZIONALE DEL TERZIARIO!”.