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La trattativa è stagnante e non da adesso. Lo è da fin troppo tempo. Le parti datoriali, poi, non fanno passi avanti. Nessuno. E di fatto, tirando le somme, dopo ben 44 mesi, si è superata un’intera tornata contrattuale. E’ per questo che è stato indetto il 31 marzo da Uiltucs, Filcams e Fisascat, un maxi sciopero plurisettoriale. Uno sciopero che coinvolge alcuni dei settori che ad oggi non hanno visto nessun rinnovo del contratto e che rendono critica la situazione per tantissimi lavoratori e lavoratrici. Si tratta dei settori Turismo (Pubblici esercizi, ristorazione collettiva, agenzie di viaggio) e Pulizie, Servizi integrati, Multiservizi.

“Le vertenze di rinnovo sono ormai aperte da 44 mesi – si legge in una nota unitaria – e nonostante si sono svolti molteplici incontri sciopero 20con le diverse e rispettive compagini datoriali, non è stato possibile giungere alla sottoscrizione degli accordi del rinnovo del Ccnl per nessuno dei settori citati”. Lo stato di agitazione, nei giorni scorsi, era già stato attivato poiché in ognuno di questi settori è risultata palese l’impossibilità di giungere a una soluzione o, quantomeno, a una svolta. Ma ora si passa alle maniere forti e il 31 marzo lo sciopero per l’intera giornata si farà!

Per informazioni sugli orari dello sciopero e le iniziative di protesta in calendario potete contattare la UILTuCS Toscana via mail scrivendo a info@uiltucstoscana.it o chiamandoci ai numeri indicati a questo link: saremo pronti a rispondervi immediatamente e a chiarire anche ogni vostro dubbio sul lavoro che svolgete.

La comunicazione è stata inviata alle parti datoriali e al ministero del lavoro, come previsto.
Le organizzazioni sindacali garantiranno, a livello di ciascuna impresa o amministrazione interessata, il rispetto della disciplina vigente in materia di esercizio del diritto allo sciopero nei servizi pubblici essenziali come previsto dagli accordi e dalle provvisorie regolamentazioni di ciascun settore e dei rispettivi contratti nazionali in vigore.

Il 21 febbraio si è tenuto, dopo molti anni, un incontro per l’esercizio del diritto di informazione contrattualmente previsto, con la
direzione di McDonald’s Italia.  L’azienda gestisce direttamente, (attraverso le società: McDonald’s Developement Italy,
Fooditalia srl, Napoli futura srl, Tda JV Srl) 86 ristoranti, mentre 456 sono gestiti in franchising.
I licenziatari sono 150 e governano in media tre locali per uno. I dipendenti della “Company” sono 3591 in larghissima parte part time (2842). L’orario individuale più utilizzato è quello delle 18 ore settimanali. Da un punto di vista delle strategie commerciali, l’azienda tenderà nei prossimi anni ad aumentare i locali in franchising soprattutto nelle aree non limitrofe alle due sedi operative, Roma e Milano.
I rapporti fra casa madre e licenziatari sono regolati da norme molto rigide che riguardano la gestione del brand e gli standards qualitativi del prodotto e del servizio. Purtroppo, come abbiamo avuto modo di rimarcare a più riprese nel corso dell’incontro, così non è per quanto riguarda le condizioni di lavoro che peggiorano sensibilmente e in maniera generalizzata quando i locali, per effetto di cessione di ramo d’azienda, escono dal perimetro di McDonald’s ed entrano a far parte di quello del licenziatario. Un caso emblematico è quello riconducibile all’utilizzo dei voucher che è strutturalmente presente nelle realtà in franchising, mentre nella “company” appare meno frequente.
Abbiamo posto con forza la necessità che anche nei locali ceduti sia attuato un rigoroso controllo sull’applicazioni delle leggi e delle norme derivanti dall’applicazione del CCNL Turismo, da parte di McDonald’s, e che l’azienda si renda disponibile come interlocutore delle organizzazioni sindacali anche rispetto alle problematiche riscontrate nei locali non a gestione diretta. L’azienda ha risposto che ai licenziatari viene richiesta l’applicazione del CCNL e della legislazione del lavoro ma che la gestione del personale rimane prerogativa autonoma di ogni singolo licenziatario. Sul piano delle vendite McDonald’s registra una flessione costante di circa – 3 / – 4%, nell’ultimo quinquennio, nei ristoranti comparabili. La perdita, in larga parte imputabile all’aumento della concorrenza e al cambiamento degli stili di consumo della clientela, è stata parzialmente mitigata dai volumi creati dalle nuove aperture; la multinazionale per eccellenza del panino continua a ritenere strategico il mercato italiano e quindi ad investire sul nostro territorio.

Ci saranno aumenti salariali da 85 euro al mese per il IV livello. Sono previste soluzioni alle necessità delle piccole imprese, dalla flessibilità oraria alla definizione di un calendario condiviso per le aperture domenicali e festive nel commercio. Sono questi i due punti chiave del neo rinnovato contratto del Terziario, siglato dalla Uiltucs ieri sera con Confesercenti e gli altri sindacati, Filcams e Fisascat. Molto per il rinnovo è stato fatto dalla Uiltucs che ha raggiunto l’accordo e consentito di avere il tanto agognato contratto nazionale del lavoro Terziario, Distribuzione e Servizi. Il nuovo contratto, formalmente condiviso e sottoscritto ieri sera, 13 luglio, coinvolge circa 400mila lavoratori dipendenti e avrà validità fino al 31 dicembre 2017, anche se proseguirà i suoi effetti nel 2018 con la corresponsione di due delle quattro una tantum previste.
La firma arriva a tre anni dalla scadenza del precedente accordo, dopo un negoziato particolarmente lungo, condizionato dal perdurare della crisi dei consumi e delle conseguenti difficoltà per le piccole e medie imprese che operano nel settore. Dal 2013 ad oggi, infatti, la maggior parte delle Pmi che si possono annoverare all’interno del terziario ha registrato andamenti congiunturali negativi. In particolare nel comparto del commercio, che ha visto le imprese di dimensioni minori continuare a subire cali di vendite nel biennio 2014-2015, anni per i quali si era proposta una moratoria contrattuale.

holding dei giochiE’ stata la cessione di una serie di punti vndita all’azienda fiorentina Papini Giocattoli, il tema centrale dell’ultimo incontro tra azienda Holding dei giochi Spa e sindacati, Uiltucs in testa. I punti vendita in questione derivano dalla fusione tra la stessa Holding dei Giochi e Prenatal da cui è scaturita la nuova società MFE2. Una situazione complessa che oggi riguarda la Papini giocattoli, società di Firenze nata nel 1983 che fino ad oggi ha svolto
attività di vendita di giocattoli all’ingrosso sull’intero territorio nazionale, registrand mediamente un fatturato di 3 milioni di euro e svolgendo l’attività sempre attraverso l’utilizzo di risorse proprie, vantando nessuna posizione debitoria nei confronti degli istituti di credito.   Il trasferimento del ramo d’azienda, che avverrà a partire dal 21 luglio prossimo e 41 lavoratori dipendenti transiteranno alla nuova società senza soluzione di continuità ai sensi dell’art. 2112 del Codice Civile, mantenendo invariate le condizioni economiche e normative vigenti e maturate, ivi comprese ferie, ore di permesso, eccetera. Inoltre continuerà ad essere applicato il al Ccnl Terziario, Distribuzione e Servizi, che è il contratto diriferimento anche della Papini Giocattoli spa. La società ha anche accettato di garantire la fruizione del piano ferie 2016 già presentato individualmente dai singoli lavoratori ed approvato dalla cedente. Per le altre novità contattaci: potrebbe riguardare anche te! info@uiltucstoscana.it

fiori recisi contrattoBuone notizie per i dipendenti di aziende esercenti la lavorazione, il commercio, il trasporto, l’esportazione e l’importazione all’ingrosso di fiori freschi recisi, verde e piante ornamentali per imprese commerciali, consortili o cooperative g.e.i.e. E’ di questo 22 giugno infatti la sottoscrizione del nuuovo Contratto collettivo nazionale che era scaduto il 31 dicembre scorso.

Aumenti salariali di 75 euro e variazioni del contratto che la Uiltucs ha condiviso con l’azienda riuscendo a portare a casa l’ottimo risultato del contratto con condizioni, per i lavoratori, piuttosto vantaggiose.