Storia

La UILTuCS è nata dalla unificazione di due sindacati di categoria operanti all’interno della UIL, fin dalla sua costituzione avvenuta nel 1950: UIDATCA (Unione Italiana Dipendenti Aziende Turistiche Commerciali e Affini ) e UILAMT (Unione Italiana Lavoratori Albergo Mensa Pubblici Esercizi e Termali).
Oggi, quindi, la UILTuCS associa ed organizza le Lavoratrici e i Lavoratori dipendenti, Quadri compresi, del commercio del turismo e dei servizi.

La storia della UILTuCS e della sua confederazione – la UIL – si intreccia con quella delle altre due federazioni di categoria e rispettive confederazioni, FILCAMS-CGIL e FISASCAT-CISL, per la forte, e nel contempo contraddittoria caratteristica unitaria del sindacalismo italiano, che dal dopoguerra a oggi, nonostante momenti di forte tensione nei rapporti, ha reso consueto il metodo della trattativa comune, sia nei rinnovi contrattuali nazionali, sia nella contrattazione integrativa aziendale e settoriale o territoriale, sia nei rapporti con le istituzioni a tutti i livelli.
“Unità sindacale tra diversi” è stata definita, dal momento che dall’azione comune non si è riusciti a realizzare l’unità sindacale organica e ciascuna organizzazione, a nostro parere con qualche forzatura, ha preferito privilegiare e custodire la propria matrice storico culturale all’esigenza di costituire una grande confederazione unitaria di tutte le lavoratrici e i lavoratori italiani, anche quando questo obiettivo sembrava a portata di mano e non vanificabile dalla nascita di altre confederazioni di matrice ancor più marcatamente ideologica e politica populistica, ostili a un tipo di sindacalismo responsabile, forte e unitario, per il quale noi ci battiamo, capace di partecipare e incidere nelle scelte che riguardano la vita dei lavoratori dipendenti e dei pensionati.

Un tipo di sindacalismo rispettoso della politica ma non collaterale ai singoli partiti, autonomo, nel senso positivo del termine, e pur tuttavia capace di assumersi la parte di responsabilità conseguente agli obiettivi che intende perseguire. Noi riteniamo che questa concezione del sindacato, diversa da quelle specularmente politiche e contrapposte di CGIL e CISL, che stanno alla base del mancato raggiungimento dell’unità sindacale organica, costituisca il vero segno distintivo della UIL, capace di capire e interpretare i grandi cambiamenti del nostro tempo, in modo tale da farli confluire – e questa è la grande sfida che ci deve vedere partecipi e non sterilmente contrari e assenti – nel grande fiume della giustizia sociale e della maggiore equità distributiva dei beni e dei servizi essenziali che si producono in Italia, in Europa e nel Mondo, dal momento che per globalizzazione non si può intendere e accettare la sottomissione all’economia di qualsiasi altra esigenza, valore e obiettivo, ma, al contrario, un modo di intendere lo sviluppo che metta al centro i bisogni dei popoli e delle persone.
Essa (la globalizzazione), se viene lasciata a briglie sciolte, senza regole e vincoli normativi, ma anche morali, produce mostri, come il ritorno della schiavitù, ormai accertata in diversi paesi del mondo, che nel 1865 si pensava di aver abolito per sempre, sulla base di un’interpretazione lineare della storia, che la storia stessa si è occupata di smentire, secondo la quale il tempo non può che migliorare le cose.

“Il lavoro è per l’uomo e non l’uomo per il lavoro” amava ripetere Papa Giovanni Paolo II e non possiamo non assumere come nostra questa affermazione di valore e di principio che dovrebbe guidare realisticamente tutte le persone che a qualsiasi livello svolgono funzioni di responsabilità verso gli altri. A partire da questa premessa di valore, attraverso la quale cerchiamo di farci conoscere, ma soprattutto rispetto alla quale sperimentiamo quotidianamente la nostra coerenza, noi della UILTuCS dialoghiamo e ci confrontiamo con tutti, convinti come siamo che la coesione sociale richiede una disponibilità delle persone e delle singole organizzazioni che sono l’esatto opposto degli egoismi individuali e dei corporativismi delle singole categorie.

La sindacalizzazione diffusa delle aziende dei tre settori (Commercio Turismo e Servizi) che fanno capo alla UILTuCS si è realizzata negli anni settanta, favorita dall’entrata in vigore dello “Statuto dei Diritti dei Lavoratori”, legge n° 300 del 1970, nel pieno di una grande stagione di lotte sindacali in tutto il paese ed in particolare nel settore industriale dal quale proveniva la maggiore spinta per ottenere migliori condizioni di vita, la parità normativa operai-impiegati, la possibilità di riunirsi in assemblea retribuita durante l’orario di lavoro, di nominare rappresentanti sindacali interni (R.S.A.- R.S.U.) e di organizzare il sindacato in azienda in collegamento e simbiosi con la struttura esterna.
La sindacalizzazione si estese progressivamente a tutta la grande distribuzione, agli Alberghi e alle mense aziendali, ai pubblici esercizi, agli istituti di vigilanza, alle aziende del settore auto e trattori, alle farmacie municipalizzate e alle nascenti realtà del terziario avanzato come le agenzie di pubblicità e le società operanti nelle ricerche di mercato, fino ad estendersi progressivamente a tutte quelle realtà che si sono sviluppate in parallelo all’evoluzione post industriale del nostro sistema produttivo.

Il tallone d’Achille rimane la scarsa presenza del sindacato nelle piccole e piccolissime aziende dove non è possibile entrare con i diritti sindacali previsti dallo “statuto dei diritti dei lavoratori” e minori sono le tutele normative, anche se, con la recente istituzione degli enti bilaterali, forse sarà possibile recuperare qualche forma di partecipazione, di servizio e tutela anche per questi dipendenti.

Conseguentemente alla premessa di valore prima enunciata, la carta di identità della UILTuCS si può così sintetizzare: una organizzazione sindacale che difende gli interessi e le ragioni delle lavoratrici e dei lavoratori dipendenti dei settori di sua competenza con spiccato senso di responsabilità; in equilibrio con gli interessi generali del paese e dei cittadini; fortemente convinta della necessità di sviluppare forme di democrazia economica compatibili con lo sviluppo, in grado di promuovere la partecipazione responsabile dei lavoratori e delle organizzazioni sindacali nei processi decisionali a tutti i livelli; costantemente impegnata nella formazione sindacale non solo tecnicamente intesa, nella formazione continua e nella crescita culturale degli appartenenti alle sue strutture; autonoma da qualsiasi forza esterna ancorchè fortemente rispettosa delle istituzioni; capace di far valere i diritti riconoscendo tranquillamente i doveri e l’importanza della coesistenza equilibrata tra gli uni e gli altri; impegnata nello sviluppo e nell’innovazione, sia come necessità di collegamento col mondo che cambia, sia come volontà di crescere in qualità e proselitismo misurandosi costantemente con la realtà circostante; particolarmente attenta ai nuovi lavori, agli emarginati e quanti, soprattutto giovani, pur avendo un lavoro, non riescono a vivere decorosamente e progettare il proprio futuro perchè quel lavoro o è precario o non è sufficiente a mantenere una famiglia.

Tenuto conto della presenza capillare e polverizzata nel territorio di aziende di tutte le dimensioni che applicano i contratti di lavoro prima elencati, la UILTuCS riesce ad arrivare dappertutto con il dinamismo delle persone che fanno parte della sua struttura, il collegamento costante con i suoi rappresentanti sindacali aziendali e unitari (RSA e RSU), gli strumenti che la tecnologia mette a disposizione, i meeting formativi che tendono a rendere sempre più autonomi le giovani e i giovani dirigenti sindacali che in azienda e nel territorio la rappresentano.

Questa è la sua struttura: ogni quattro anni, per regola statutaria, si svolge il congresso, sulla base di un certo numero di delegate/i stabilito dal direttivo uscente o da quello nazionale di categoria, elette/i da assemblee di base di iscritte/i; il congresso elegge un consiglio generale largo e un comitato direttivo più ristretto; il direttivo elegge il Segretario Generale ed eventualmente un aggiunto, un vice e/o un Presidente e, su proposta del Segretario Generale, la Segreteria.

 

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