Si è consumato l’ultimo atto di una trattativa difficile che ha visto Filcams, Fisascat, Uiltucs provarle davvero tutte per assicurare un contratto collettivo dignitoso alle lavoratrici e ai lavoratori della ristorazione collettiva.

Purtroppo il senso di responsabilità e la serietà devono riguardare entrambe le Parti se si vuole arrivare ad una sintesi condivisa e dobbiamo registrare che “responsabilità” e “serietà” non sono state caratteristiche che hanno contraddistinto l’operare delle nostre controparti. Particolarmente grave è apparso l’atteggiamento del mondo cooperativo in costante balia degli umori e delle pretese delle proprie associate (Cir e Camst in testa) cui va attribuita grande parte della responsabilità di aver fatto fallire un negoziato che pareva definitivamente avviato ad un esito positivo. Non senza fatica si erano raggiunti punti di equilibrio significativi su aspetti importantissimi quali la sfera di applicazione, le norme che regolano i cambi di appalto, la fruizione dei permessi individuali, la contrattazione territoriale, la bilateralità, il mercato del lavoro. Anche sulla difficile partita degli aumenti salariali una soluzione appariva ormai a portata di mano.
Qualcosa però non è andato per il verso giusto. Qualcuno ha pensato che giunti a quel punto fosse possibile ancora una volta riavvolgere il nastro per piantare la propria bandierina, dimenticando che un contratto di lavoro è un punto di sintesi fra le esigenze di tutti e non la
somma delle risposte alle singole pretese delle singole imprese. Filcams, Fisascat e Uiltucs non intendono accettare questo epilogo e le modalità davvero discutibili con cui vi si è arrivati e proclamano:

LO STATO DI AGITAZIONE e UN PACCHETTO DI 8 ORE DI SCIOPERO.
VOGLIAMO IL CONTRATTO E LO VOGLIAMO ADESSO!
NEI PROSSIMI GIORNI VERRANNO EFFETTUATE LE ASSEMBLEE NEI LUOGHI DI LAVORO