C’è cauto ottimismo, ma anche preoccupazione, dopo l’ultimo incontro con Autogrill. Perché nel confronto avuto con le ooss, Uiltucs in testa, si intravedono alcune porte aperte e percorsi comuni da intraprendere ma, al tempo stesso, tanti problemi da risolvere. E le questioni in ballo, con Autogrill, sono molte.

autogrillSolo per ricordarne alcune, affrontate all’ultmo incontro nazionale chiesto dalle ooss dello scorso 9 aprile, si va dal riposo settimanale agli orari in genere, passando per il contratto integrativo e il mancato rinnovo del Contratto nazionale che contiene, tra l’altro, le norme che regolano la procedura dei cambi di gestione, e sul quale la Uiltucs ha rinnovato, ad Autogrill, “il nostro appello a fare di più”. E’ in un clima del genere che si è tenuto il confronto aperto dalla richiesta fatta dalla Uiltucs, oltre agli altri sindacati, di ottenere i dati aggiornati dell’andamento economico, delle concessioni in scadenza e delle relative gare di assegnazione. Stando a quanto riferito dall’azienda, si apprende dalla segreteria nazionale Uiltucs che Autogrill nel 2015 ha “registrato un trend migliore rispetto all’anno precedente seppur ancora lontano dai risultati del 2010”. Inoltre “sono state effettuate 202 assunzioni/stabilizzazioni a tempo indeterminato e sono stati acquisiti due nuovi ristoranti” nel Mezzogiorno. Mentre sulle  imminenti gare l’azienda ha mantenuto il solito riserbo dettato dai vincoli di riservatezza derivanti dall’essere quotata in borsa, sono stati forniti altri dettagli e affrontati svariati punti come la sterilizzazione del premio aziendale e terzo elemento sulla tredicesima 2015,   il recupero presenza – riposo in deroga (accordo Sirea applicato a 643 lavoratori, l’interpretazione dell’articolo 9 del contratto integrativo, ovvero del riposo settimanale e il superamento del concetto di “lavoro settimanale”, ma anche il premio aziendale con alcune interessanti aperture da parte dell’azienda.  Il tutto per poi aggiornarsi al 6 luglio per trovare la quadra in una trattativa delicata e difficile anche per la portata dell’azienda e il gran numero di lavoratori impiegati al suo interno.